Recentemente Exit ha parlato dei diversi modi in cui lo stato di diritto e le strutture essenziali dello Stato democratico sono state minate dall'insediamento del nuovo Governo Rama, dal programma di co-governo con la gente comune, dall’istituzione dell’ufficio di co-governo e dalla sua dichiarazione di uno Stato con un partito unico.
Questa situazione non è passata inosservata al di fuori, anche nei media stranieri, dove i giornalisti stanno già speculando e parlano di Rama come il “nuovo Enver Hoxha”.
Lo stile di leadership di Rama consiste essenzialmente nel contrapporre una nomenklatura di partito e un'oligarchia insieme con la “gente comune” contro una classe di burocrati borghesi, cosmopoliti, e proprietari di piccole imprese che hanno “perso il contatto” con l’Albania reale. Di conseguenza, le procedure legalmente regolamentate sono saltate a favore di un approccio “personale”, che concentra il potere in mano un paio di funzionari, piuttosto che mantenere l'equilibrio delle procedure burocratiche che hanno lo scopo di evitare questi tipi di monopoli di potere.
Un chiaro esempio di questo pericoloso sviluppo è una recente lettera, di un ex investigatore comunista e Ministro degli Interni Fatmir Xhafaj, a tutte le forze di polizia, in cui annuncia il vetting della polizia e chiede di scrivere a lui riguardo le loro preoccupazioni:
“La nostra prima sfida è la salvaguardia e la garanzia di professionalità all'interno delle forze di Polizia.
Per questo motivo, il mio primo atto da Ministro degli Interni è l'inizio di un processo per l'organizzazione del vetting di tutti i dipendenti della Polizia di Stato.
Incoraggio e do il benvenuto ad ogni vostro pensiero, suggerimento concreto, o preoccupazione di chiunque, non importa di chi, per il miglioramento del lavoro e della reputazione della Polizia di Stato. Quindi, per favore non esitate a scrivermi sull’indirizzo [email protected]”.
E’ ironico che un ministro che non ha mai chiesto scusa per il suo ruolo all'interno del sistema della giustizia comunista, o ha preso le distanze dal fratello, che è ricercato a livello internazionale come un importante trafficante di droga, parla di “alta integrità morale”.
Nel Ministero degli Interni c’è un ufficio dedicato a ricevere i reclami e le lamentele da parte delle forze di polizia. Tale ufficio ha il ruolo di trattare i reclami contro la Polizia di Stato. I dipendenti della Direzione di Ispezione e Reclami sono stati anche addestrati e abilitati dall’ICITAP del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
La legge n. 70/2014 sul Servizio per le questioni interne e per i reclami presso il Ministero degli Interni approvata durante il precedente Governo Rama, è molto chiara su quale istituzione è responsabile della salvaguardia dell’integrità morale della Polizia di Stato:
“Art. 5. Gli obiettivi dell’attività del servizio sono: a) la prevenzione, la scoperta e l'indagine su atti criminali, così come violazioni della legge, commesse dai dipendenti delle strutture della Polizia di Stato; b) l'ispezione e il trattamento delle denunce contro i dipendenti delle strutture che non adempiono al loro dovere; c) la salvaguardia dell’integrità dei dipendenti delle strutture”.
Nessun riferimento all’indirizzo di posta elettronica personale del Ministro degli Interni. Invece, questo è l'indirizzo email corretto per le denunce riguardo la Polizia di Stato: [email protected].
Quindi, con la sua proposta, il Ministro Xhafaj incoraggia le forze di polizia ad ignorare la legge approvata e a scrivere a lui “personalmente”.
Questa non è la prima volta che succede. Ad esempio, l'ex Ministro degli Interni Saimir Tahiri fece affiggere dei manifesti presso il controllo passaporti dell’Aeroporto Rinas, con il suo numero di cellulare personale, chiedendo ai cittadini di chiamarlo per fare denunce.

