Ritardi nella realizzazione del progetto della rete fognaria di Shengjin

exit.al 8 Dhjetor 2017, 23:02

Nel mese di settembre Exit aveva parlato dei progetti finanziati dalla UE per la costruzione dei sistemi fognari a Vlora, Ksamil, Kavaja e Shëngjin, risalenti al 2011, ma terminati solo alla fine del 2016. Sulla base dei documenti forniti a Exit, è chiaro che il progetto aveva subito enormi ritardi, anche se i documenti non avevano indicato chiaramente la causa.

Una nuova serie di documenti forniti dal Comune di Lezha e dalla società che gestisce il sistema idrico e fognario di Lezha, getta una nuova luce sulla realizzazione del progetto da 14 milioni di euro, finanziato dall’Unione Europea nel quadro dei progetti IPA.

I documenti riguardano il ritardo della costruzione del lotto 3 del progetto, l'estensione della rete fognaria di Shengjin. Dopo il fallimento del contraente iniziale, e una proroga di alcuni mesi che è stata concessa al nuovo appaltatore, i lavori di ampliamento dovevano terminare il 31 maggio 2016, ma così non è stato.

Un imprenditore assente

Nonostante le richieste del Primo Ministro, i lavori di costruzione non sono stati completati entro il 15 giugno 2016.

Una nota interna scritta ad Ardian Alushi, il Direttore Generale dei sistemi idrici e fognari presso il Ministero dei Trasporti, del 9 giugno 2016, dimostra che il progetto Shëngjin “continua a non essere secondo le nostre aspettative”.

Screen-Shot-2017-11-10-at-12.06.29

“Come abbiamo informato in precedenza, lo stato di avanzamento del progetto per la città di Shengjin continua a non essere secondo le nostre aspettative. Abbiamo attenzionato tutti i rappresentanti dello Stato e, a seguito di tutto questo, i partiti si sono riuniti per risolvere il problema creato, e hanno concordato un piano di organizzazione per le opere che saranno fatte nelle aree problematiche, come ad esempio: la zona del porto, la stazione di pompaggio 1, etc.

Secondo l'incontro di ieri negli uffici della delegazione, all’imprenditore Spiga srl ​​è stato chiesto di soddisfare le nostre richieste entro il mese di maggio, al massimo entro la metà di luglio. Da verifiche effettuate sul posto si è notato che le persone presenti non rappresentano il contraente, ma il subappaltatore”.

Secondo Bicaku, uno dei principali motivi del ritardo è causato dal contraente Spiga srl, che a quanto pare non adempie ai suoi obblighi contrattuali, ed è chiaro dalla nota che la delegazione dell'UE a Tirana è stata messa al corrente di questo. È interessante notare che il rapporto di sorveglianza del giugno 2016 non menziona che i rappresentanti di Spiga srl sono assenti dai cantieri.

Un muro di tre metri

Ma l'imprenditore non sembra essere l'unica ragione dei ritardi. Sei mesi più tardi, il 19 dicembre 2016, il responsabile del progetto esecutivo Palladino scrive a Bicaku riguardo i problemi nella costruzione di un muro alla stazione di pompaggio 1. A quanto pare, l'UKL non è d'accordo con l'altezza del muro.

Il 20 dicembre, Bicaku scrive una e-mail al Sindaco di Lezha Fran Frrokaj dal suo indirizzo di posta elettronica personale, in cui afferma che l'UKL impedisce a Spiga srl di continuare il lavoro sulla stazione di pompaggio.

Pare che questa lettera non ha ricevuto alcuna risposta da parte del Sindaco.

Screen-Shot-2017-11-10-at-12.45.19

Un accomodante delegazione UE

Dopo il fallimento del primo contraente, ne è stato scelto uno nuovo, ma non è chiaro quale metodo è stato utilizzato per la scelta. L’Unione Europea non è riuscita a fornire alcuna documentazione d'appalto relativa al contratto con la Spiga srl.

Secondo i supervisori dell’Autorità contrattuale Bicaku era in contatto diretto con il project manager della società appaltante, Grandjean. E’ quindi difficile credere che la delegazione UE non era a conoscenza delle osservazioni di Bicaku riguardo il fatto che il personale della Spiga srl ​​era assente dai cantieri.

In realtà, Yngve Engström, Responsabile della Cooperazione presso la delegazione dell'UE a Tirana, in risposta ad una lettera di Palladino del 27 luglio 2017, in cui quest'ultimo si rifiuta di pagare i danni liquidati per i ritardi, ha dichiarato chiaramente tutti i problemi nella realizzazione del progetto.

“La delegazione dell’Unione Europea è consapevole delle difficoltà incontrate nei siti di Shengjin e Ksamil, inclusi gli obblighi durante la stagione estiva 2016, ed è disposta a prendere in considerazione eventuali ritardi, se giustificati”.

Non è chiaro il motivo per cui la delegazione UE sarebbe disposta a prendere in considerazione eventuali ritardi giustificati. Qualsiasi azienda, in particolare quelle italiane, dovrebbero essere molto ben consapevoli delle difficoltà di lavorare con la burocrazia albanese e nel contesto albanese, e dovrebbero includere questo come parte del rischio commerciale che adottano.

Naturalmente, la somma effettiva dei danni fatturati (se presente) dalla delegazione UE rimane, ancora una volta, confidenziale.