L'ex Presidente della Repubblica Bujar Nishani ha presentato una proposta che prevede di rendere pubblici i documenti segreti di una riunione del Consiglio di Sicurezza, che, secondo lui, dimostrano il coinvolgimento degli alti capi della Polizia nella droga. Egli sostiene che la divulgazione della riunione, tenutasi presso la presidenza nel novembre 2016, potrebbe far luce sul dibattito in corso che ha diviso il Paese in due campi, quelli che dicono che Edi Rama e il suo Governo non erano a conoscenza delle dimensioni che aveva preso il traffico di hashish e quelli che lo credono responsabile, perché lui sapeva tutto.
Come si è visto finora nei dibattiti pubblici, i socialisti si sono nascosti dietro le procedure e dietro i segreti di Stato. C’è un sentiero semplice per arrivare alla verità. Non c'è alcun bisogno di discutere sulla pubblicazione dei documenti segreti, né sulla procedura da seguire. C’è un lavoro che richiede il coinvolgimento di uomini di stato e di spie, e può essere fatto anche dal più semplice e comune giornalista.
Quando l'opposizione ha annunciato per la prima volta che dal Paese partivano aeromobili per trasportare la cannabis all’estero, Rama ha detto che, in realtà, loro stavano disinfettando l’Albania dalle zanzare lasciate da Berisha.
Un aereo si schiantò contro Divjakë. I fatti sono stati scioccanti. È scomparso dai radar e nessuno lo ha annunciato. Il velivolo era pieno di hashish.
È curioso aprire gli archivi e vedere come Rama ha reagito dopo questo caso. Com’è possibile che l'aereo è precipitato di domenica? Come è possibile a mezzogiorno? Come è possibile nel bel mezzo della spiaggia dove si può vedere tutto? Il suo messaggio era chiaro: qualcuno lo aveva fatto cadere con lo scopo di rovinare l’immagine del Governo.
La stessa metodologia di fabbricare le menzogne, invece di indagare e approfondire i fatti, è stata adottata anche con Zagani. Quando l'ex ufficiale di polizia ha parlato delle connessioni tra Saimir Tahiri e Habilaj, Edi Rama ha attaccato con una ferocia tremenda.
Anche in questo caso è importante tornare indietro nel tempo e aprire gli archivi per comprendere le idee del Primo Ministro. Inizialmente ha censurato l’intervista di Zagani a TV News 24. Poi, pochi giorni dopo, ha organizzato una manifestazione denominata “Antidroga, una storia di successo". Il messaggio era chiaro: non dovete seguire la pista di Habilaj, ma dovete credere all’alibi che vi dico io.
La stessa identica storia si è ripetuta quando è precipitato a Ishem il secondo aereo. Le reazioni di Edi Rama, durante la seduta parlamentare in cui ha dato la notizia, ora sembrano ridicole.
Solo dopo che la magistratura italiana ha fatto dichiarazioni pubbliche, dicendo che la droga proveniva dall’altra parte dell’adriatico, e solo dopo che la stampa internazionale si è convinta a dire la verità, dopo quattro anni di inganni, Rama è stato costretto ad ammettere che l'hashish non era un’invenzione, ma una battaglia che doveva iniziare.
Con questo ha finalmente confermato di aver mentito per quattro anni, coscientemente e deliberatamente. Visto dalla prospettiva odierna, tutti i suoi alibi sono caduti.
Pertanto, per capire come mai le persone vicine a Edi Rama erano coinvolte nel traffico di droga, non ci deve essere un dibattito per la pubblicazione dei documenti segreti. Non c’è alcuna necessità che un ex Presidente o un suo successore rivelano a noi la verità.
Questo articolo è stato precedentemente pubblicato su Lapsi.al.
