Nel 2014 il quotidiano britannico The Guardian aveva rivelato la “Peggiore crisi della politica estera negli ultimi anni” dell'UE: l'insabbiamento di un massiccio scandalo di corruzione all’interno di EULEX, la missione in Kosovo, che è costata più di 1 miliardo di euro da quando è iniziata nel 2009.
Lo scandalo è stato scoperto da un informatore, il Procuratore del Regno Unito Maria Bamieh, che era stata rimossa dalla sua posizione all’interno di EULEX dopo che lei aveva rivelato che un giudice e il procuratore capo avevano accettato tangenti dai politici kosovari in cambio di favori. Piuttosto che aver apprezzato il suo coraggio di portare alla luce la corruzione nella più grande operazione estera dell'UE, Bamieh è stata sospesa e messa fuori dalla EULEX.
E’ interessante vedere come il trattamento ricevuto da Bamieh da parte delle istituzioni dell’UE, rispecchia il caso di Dritan Zagani, l’ex capo della Polizia antidroga di Fier che per primo ha lanciato l'allarme circa il coinvolgimento dell’ex Ministro degli Interni Saimir Tahiri nel traffico di droga, un coinvolgimento più tardi confermato dalla Polizia italiana. Piuttosto che metterlo sotto protezione, Zagani è stato veementemente attaccato dal Primo Ministro Edi Rama ed è stato incarcerato senza processo.
Dopo che è scoppiato lo scandalo di EULEX, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Federica Mogherini ha ordinato un rapporto indipendente per esaminare l'attuazione del mandato di EULEX, che è stato preparato da Jean-Paul Jacqué e terminato nel marzo 2015.
Anche se la relazione Jacqué, alla fine, non ha confermato le accuse di Bamieh, il rapporto mostra chiaramente come la denuncia di Bamieh è stata bistrattata internamente, e mostra come lei non ha ricevuto la protezione che un informatore merita. Bamieh, in risposta, ha contestato le conclusioni di Jacquè, e ha fatto causa al Ministero degli Esteri del Regno Unito per aver chiuso un occhio sulla possibile evidenza di corruzione in EULEX.
A prescindere dalla verità delle accuse di Bamieh, la valutazione di Jacqué del successo dell'EULEX è semplicemente deprimente:
“In Kosovo, in totale assenza di qualsiasi rispetto dello Stato di diritto, la corruzione e la criminalità organizzata hanno abbondato. La situazione è rimasta molto preoccupante dal momento che la missione ha avuto inizio. La corruzione è onnipresente.
Tanto più motivo di preoccupazione è il fatto che quando la missione è stata istituita, sono state fatte dichiarazioni imprudenti, secondo le quali la corruzione sarebbe stata eliminata e i “pesci grossi” arrestati. Eppure, la politica si muove ad un ritmo più veloce del lavoro giudiziario, che si basa su prove, dibattito in contraddittorio e la presunzione di innocenza”.
Queste conclusioni del rapporto Jacqué sollevano molti dubbi circa l'efficacia degli sforzi dell'UE per attuare la riforma della giustizia in Albania. L'obiettivo principale della riforma del sistema giudiziario è l'eliminazione della corruzione del sistema giudiziario, proprio con la promessa di Rama di arrestare il “pesce grosso”.
In primo luogo, se l'UE, con 1 miliardo di euro e decine di giudici stranieri e pubblici ministeri, non è stata in grado di creare un sistema giudiziario libero dalla corruzione, come sarà possibile raggiungere un tale obiettivo in Albania, senza specialisti stranieri incorporati all'interno delle istituzioni albanesi?
In secondo luogo, quattro degli otto esperti internazionali dell’ONM, che si suppone devono monitorare i lavori delle istituzioni del vetting, hanno precedenti esperienze all’interno della missione EULEX. Theo Jacobs era procuratore capo di EULEX e predecessore di Jaroslava Novotna, che è stata coinvolta nello scandalo di corruzione scoperto da Bamieh; Elka Ermenkova è stata giudice internazionale nella Corte Suprema del Kosovo; Ferdinando Buatier de Mongeot e Marie Tuma erano entrambi giudici nella missione EULEX.
Naturalmente, il fatto che queste persone lavoravano per EULEX non significa che erano corrotte, ma la gestione da parte dell’UE dei casi di corruzione all’interno di EULEX dovrebbe servire come un ammonimento per il modo in cui l'UE affronterà ogni possibile caso di corruzione nell’ONM.
Perché l’Unione Europea e il Governo albanese hanno qualcosa di molto importante in comune: quando vengono scoperti casi di corruzione al loro interno, essi non rispondono con franchezza e responsabilità; cominciano ad attaccare chi denuncia e si nascondono dietro la segretezza. Questo dovrebbe essere un avvertimento per quello che deve ancora venire.
