Aleksandar Vucic, ex Primo Ministro della Serbia, eletto il 2 aprile Presidente della Serbia, ha prestato giuramento come Presidente nel mese di maggio. Come suo successore, è stata eletta Anna Vucic Brnabiç, una donna omosessuale. Questa elezione ha fatto guadagnare al Presidente il pauso dei liberali stranieri; anche se Vucic liberale non è. La Serbia è il Paese più potente dei Balcani Occidentali e Vucic, nonostante i suoi difetti, può mantenere la pace e la stabilità nella Regione.
Il principale avversario di Vucic è stato l’ex Ministro degli Esteri Vuk Jeremiç. La campagna elettorale è stata molto dura e piena di denigrazioni a mezzo stampa contro Jeremiç. Quanto accaduto a Jeremiç non ha provocato reazioni. Secondo Srdja Pavloviç, docente del Montenegro, i Paesi Occidentali ignorano gli autocrati dei Balcani e le loro pratiche anti-democratiche, fino a quando la Regione resta stabile.
La “stabilitokracia” funziona in modo diverso a seconda del Paese. In Montenegro è chiaro che chi gestisce lo spettacolo è Milo Djukanoviç che, a partire dal 1989, si prende di tanto in tanto una pausa dalla carica di Presidente o Primo Ministro, solo per agire da dietro le quinte.
Di solito nei Paesi dei Balcani le elezioni portano a negoziati e coalizioni che si concentrano sulle discussioni su come dividere il potere e i posti di lavoro.
In Macedonia VMRO-DPMNE, che ha governato il Paese da un decennio, è caduto preda di alcune intercettazioni telefoniche che hanno rivelato la corruzione e l'interferenza nel sistema giudiziario. Il 31 maggio i socialdemocratici, insieme ai partiti nazionali albanesi, sono riusciti a formare un nuovo Governo.
Pavlovic sostiene che legittimando la situazione, l'Occidente crea ostilità contro sè stesso.
In Kosovo, il partito che è andato meglio nelle elezioni dell’11 giugno è stato quello che ha fatto campagna elettorale denunciando il sostegno dell'Occidente per il Governo corrotto. Il partito ha inoltre sostenuto la creazione di una Grande Albania. Se qualcuno seguirà questo progetto, la Regione tornerà in guerra. A lungo andare la “stabilitokracia” può essere una ricetta per l’instabilità.
Questo articolo è stato pubblicato da The Economist.
