Le intercettazioni di Dako nel mirino della Procura

exit.al 23 Nëntor 2017, 18:01

Già da diversi giorni diversi media albanesi hanno riferito del coinvolgimento del Sindaco di Durazzo Vangjush Dako con le organizzazioni criminali.

Proprio come i tre direttori della polizia attualmente ricercati per il sostegno alla criminalità organizzata, l'opposizione ha spesso accusato Dako di essere coinvolto in attività criminali. Nel mese di dicembre 2016, il PD ha richiesto la rimozione di Dako, dopo che è stato responsabile della liberazione di Lulzim Berisha in vista delle elezioni parlamentari del 2017. Nel contesto della ristrutturazione di Piazza Veliera, Dako ha più volte ignorato le ordinanze del tribunale che prevedevano il blocco dei lavori.

Per molto tempo la Procura del Kosovo ha effettuato indagini sulle organizzazioni criminali kosovare coinvolte nel traffico internazionale di stupefacenti.

Una delle linee di indagine è stata il rapporto tra i gruppi kosovari e quelli albanesi, e durante le intercettazioni telefoniche sono emerse diverse telefonate tra questi gruppi e il Sindaco Dako. L’argomento delle telefonate era la compravendita dei voti in favore di Dako in cambio di gare.

La Procura del Kosovo ha condiviso il proprio dossier con la Procura dei Crimini Gravi di Durazzo, e soprattutto con il Procuratore Anton Marini. Il caso è rimasto sconosciuto al pubblico fino al 20 novembre, quando il leader dell'opposizione Lulzim Basha ha dichiarato che i servizi segreti dei paesi alleati possedevano intercettazioni su Dako, e che il Primo Ministro Edi Rama aveva tentato di fermare l'indagine di Dako trasferendo il Procuratore Anton Marini alla Procura di Scutari.

Nè la Procura Generale, né la Procura dei Crimini Gravi ha rilasciato dichiarazioni in merito. Tuttavia, nel corso del programma televisivo Opinion, Anton Marini ha inviato un messaggio di testo al giornalista Blendi Fevziu, negando di aver inviato una denuncia ai tre principali ambasciatori stranieri nel paese relativamente a questa indagine.

Fonti di Exit confermano che oltre alle intercettazioni telefoniche, esistono almeno altre tre intercettazioni telefoniche in cui Dako parla di attività illegali.