L’Unione Europea deciderà presto per quanto riguarda l’apertura dei negoziati con l’Albania. Questa è una fase che tutti gli albanesi attendono da due decenni. Come Primo Ministro, il mio dovere è quello di parlarvi dei difficili passi compiuti dall’Albania per prepararci all’acquis comunitaria.
Per vostra conoscenza, l’Albania ha raggiunto lo status di candidata nel 2014. L’anno scorso la Commissione Europea ha posto cinque condizioni per permettere di iniziare le procedure di accesso alla UE. Le condizioni erano: la riforma amministrativa, la tutela dei diritti umani, il progresso nella battaglia contro la corruzione, la riforma giudiziaria e le misure contro la criminalità organizzata.
Il mio Governo, al potere da circa un mese, ha compreso gli straordinari cambiamenti rappresentati da queste condizioni. Ci siamo assunti le nostre responsabilità. Abbiamo deciso di agire.
Un anno fa, la Commissione Europea aveva detto che l’apertura dei negoziati con l’Albania poteva avvenire a seguito di progressi sulle priorità chiave e sull’implementazione della riforma della giustizia, in particolare la rivalutazione dei giudici e dei procuratori. L’implementazione di queste attività è stata fortemente combattuta da interessi acquisiti, la cui resistenza ha messo a rischio il nostro giovane sistema democratico. Ma, a seguito delle elezioni parlamentari di quest’anno, possiamo dire che i cittadini albanesi sono con noi e vogliono i cambiamenti.
Ora noi ci assumiamo la nostra responsabilità. Negli ultimi giorni, il mio Governo ha approvato un piano ambizioso per combattere la criminalità organizzata. Noi abbiamo lanciato un segnaleai leader delle gang: ovunque si nascondono, noi li troveremo e li arresteremo,chiederemo loro conto, e fiduciosi nella nuova riforma della giustizia li metteremo in prigione. E gli confischeremo le proprietà ottenute illecitamente. Noi siamo nel processo di costruzione di una grande nazione basata sull’applicazione delle leggi per sradicare questo degrado e per prevenire le future generazioni.
Ma gli albanesi non sono soli a soffrire il saccheggio del paese da parte della criminalità. Noi sappiamo che alcuni criminali risiedono presso le vostre nazioni, trafficando droga, sfruttando la prostituzione, effettuando il traffico di esseri umani e altre attività illecite. Noi vogliamo aiutarvi e vogliamo ricevere il vostro aiuto per arrestare queste persone e assicurarle alla giustizia.
Gli albanesi sanno perfettamente che la storia recente della loro nazione li ha portati ad un disonore a livello internazionale. Nei primi anni seguiti alla caduta del regime, la coltivazione di cannabis è sembrata essere per alcuni la risposta ai tempi duri e al caos. Ha rappresentato un guadagno veloce. All’inizionon era illegale. In seguito la polizia, la procura, i giudici venivano comprati.C’erano protezioni politiche ad alto livello. I leader criminali godevano di prestigio e ammirazione.
Il mio governo ha avuto la forza nel settembre 2013 di mettere la parola fine a questa illegalità. Nel giugno 2014 abbiamo avviato la più grande operazione antidroga nella città di Lazarat, che con il precedente governo era diventata una zona off-limits per la polizia.
Abbiamo iniziato questa battaglia, assistiti dalla Guardia di Finanza italiana e dalla UE. Grazie a loro abbiamo raggiunto dei risultati. Lo scorso anno i voli di perlustrazione compiuti dalla Guardia di Finanza italiana hanno portato alla scoperta di 2086 piantagioni di cannabis presenti sul territorio albanese. Le informazioni hannoportato a decine di arresti e alla distruzione delle piantagioni di cannabis. Quest’anno le piantagioni scoperte sono state 88.
In altre parole, l’Albania non è più la capitale europea della cannabis, come molti media dicono. L’industria della cannabis sta morendo.
C’è molto da fare. La produzione di cannabis ha portato allo sviluppo di rotte commerciali e ha portato a degli investimenti nei trasporti che sono stati utilizzati per il contrabbando. Noi siamo impegnati a lavorare con i nostri partner internazionali per eliminare tutto questo.
Il punto che desidero sottolineare è che in Albania c’èstato un cambio di passo, siamo passati dal caos del post comunismo alla nazione vivace e rispettosa di oggi. Noi abbiamo un debito con la UE per l’assistenza tecnica ed economica che ci è stata data.Ma noi abbiamo la grande aspirazione di entrare a far parte della UE, condividendo I suoi valori e il rispetto della democrazia e dello stato di diritto. Parlando attraverso le urne, i cittadini albanesi ci hanno detto inequivocabilmente quello che vogliono. E’ compito del mio governo realizzarlo.
Noi confidiamo nel vostrosupporto e andiamo avanti nel nostro percorso di sviluppo, che ci porta all’ingresso nella famiglia europea.
