La notizia e’ che con un’operazione a sorpresa la Polizia, agli ordini della Procura di Kavaja, ha arrestato un gruppo di funzionari pubblici accusato di aver falsificato i documenti allo scopo di attribuire la proprieta’ di complessivi 36 ettari di terreno sulla costa ad una serie di proprietari fittivi, guardacaso tutti legati familiarmente all’ex sindaco PS (decriminalizzato) di Kavaja, Elvis Roshi, al suo socio in affari e capo del PS a Kavaja, Gentian Daja, o al vice prefetto di Tirana, Fatos Kaja.
Il gruppo di dipendenti degli Uffici del Catasto aveva cambiato la destinazione di un grande lotto di terreno, passandolo da “terreno infruttifero” a “terreno coltivabile”, rendendone cosi’ possibile la distribuzione (retrodatata al 2003) ad una serie di beneficiari tutti collegati ai potenti che amministravano il potere politico e amministrativo a Kavaja ai tempi del sindaco Elvis Roshi, uomo dai molti nomi e dalle differenziate attivita’ criminali in molti stati diversi ma ostinatamente difeso dal Premier Rama ai tempi della “decriminalizzazione”.
I terreni cosi’ acquisiti sono stati rivenduti varie volte per rendere irreversibile la falsificazione della proprieta’, in attesa di un piu’ interessante sviluppo turistico della zona.
Ancora una volta assistiamo ad un gruppo di potenti che oltre ad abusare dei loro poteri ufficiali e legali (come quello di dare licenze edilizie preferenziali ad amici e conoscenti) agiscono illegalmente per procedere al saccheggio della proprieta’ pubblica, attribuendola, dopo averla suddivisa per quote di potere, ai propri nuclei famigliari.
Praticamente e’ uno scenario tipicamente medioevale, dove il protervo signorotto locale abusa della sua forza per distribuire i terreni della Corona alla sua grande famiglia, consolidando il suo potere sul territorio anche per gli anni a venire.
L’Europa Unita, se ancora esiste, e’ in tutt’altra direzione.
