Il giornalista Gjergj Erebara, nel suo articolo pubblicato su Reporter.al, scrive che il salario medio mensile lordo per tutti i dipendenti è sceso nell’anno 2016 a 45.845 Lek, quando nel 2015 era di 46.829 Lek.
Secondo i dati pubblicati da INSTAT, i settori con i salari più bassi sono quelli collegati alla ristorazione, ai servizi a domicilio, all’industria di trasformazione e alle fabbriche di abbigliamento.
Mentre i settori con i salari più alti sono le banche, le compagnie di assicurazione e le società che lavorano nei settori finanziari, dell’informazione, delle telecomunicazioni, della fornitura di energia elettrica, nelle imprese statali KESH, OST e OSHEE.
I dati INSTAT mostrano che nelle imprese statali l’attuale stipendio medio è di 55.000 Lek, mentre in quelle private è di 34.000 Lek. I salari più alti si hanno nelle imprese di proprietà straniera e sono di 69.000 Lek.
L'articolo spiega che, nonostante i dati ufficiali che mostrano una crescita economica del Paese, con il 3,5% del PIL e l'inflazione all’1,3%, i salari scendono.
Erebara dice:
“Anche se la crescita economica può essere più o meno del 3,5%, questa crescita non si è tradotta in un aumento dei salari per i dipendenti perché è considerata una crescita concentrata in poche attività e in progetti che hanno poco impatto sull'economia reale albanese.
Il tasso di inflazione molto basso che si è avuto nel 2016 non viene considerato, ufficialmente, come una causa del calo dei consumi nazionali, ma si sostiene che è causato dal calo dei prezzi dell’importazione.
Tuttavia, in una nuova e povera economia come quella albanese, il declino dei salari nominali è un fenomeno insolito. La mancanza di analisi delle reali cause delle difficoltà economiche, nascoste dietro la figura vuota della crescita del PIL del 3,5%, probabilmente non fa guardare alle misure reali da adottare per risolvere i problemi”.
