Fantabanane e narcoscenari

exit.al 3 Mars 2018, 11:11

La cocaina nascosta nelle banane riempie le pagine dei giornali albanesi di discussioni e ipotesi: per puro esercizio logico costuiamo uno scenario in base ai fatti finora resi noti.

La Marina della Colombia, tramite la sua intelligence portuale, scopre che da un gruppo di narcos da tempo sotto controllo e’ stato spedito, nascosto all’interno di un falso fondo di un container carico di banane destinate ad un importatore albanese, un importante carico di cocaina. Il container arrivera’ a Livorno e verra’ rispedito a Malta per essere poi consegnato in Albania.

L’ambasciata colombiana pertinente per l’Albania e’ quella di Roma, e la segnalazione viene trasmessa regolarmente secondo la prassi internazionale.

L’ufficiale di collegamento della Polizia colombiana passa l’informazione alle autorita’ italiane, che ne hanno competenza perche’ il container arrivera’ a Livorno, e alle autorita’ albanesi.

Le autorita’ italiane passano la nota per i seguiti di competenza agli uffici preposti al narcotraffico, tra cui presumibilmente la Procura Nazionale Antimafia e il GICO della Guardia di Finanza.

Dopo un consulto si decide di fingere l’ispezione al porto di Livorno per inserire un segnalatore e seguire il carico fino a destino, ovviamente con lo scopo di individuare i destinatari finali della droga.

Fino a qui sono fatti dichiarati, o perlomeno molto probabili, da qui in avanti  iniziano le speculazioni.

Il Procuratore Generale Antimafia, approfittando di un invito del nuovo Procuratore Generale Temporaneo albanese accettato gia’ ai primi di gennaio, si reca in visita a Tirana il giorno 26 febbraio, dove dichiara che il problema della cannabis si e’ evoluto in quello della cocaina, in cui i trafficanti albanesi stanno facendo grandi alleanze internazionali.

Nessun italiano dice niente agli albanesi del container di banane che nel frattempo il giorno 19 febbraio e’ arrivato in porto a Durazzo e da allora sta in attesa di sdoganamento, ma il Ministero degli Interni albanese e’ stato informato direttamente dall’Ambasciata di Colombia a Roma.

Trattandosi di una questione estremamente rilevante e riservata, nessuno dice niente a nessuno, ma tutti giocano a fare i profeti: il Procuratore Antimafia italiano dice che il problemna e’ la cocaina, il Ministro degli Interni albanese incassa e annuncia che presto ci saranno colpi importanti.

Tutti e due sanno, ma il secondo non sa che anche il primo sa.

Ripartito il Procuratore Antimafia, la Polizia albanese prepara l’operazione secondo le sue necessita’ e le sue procedure operative, che scatta il 27 febbraio e viene rivelata alla stampa all’alba del 28 febbraio.

Si decide di far uscire il container dal porto e seguirlo fino a destinazione, in modo da poter arrestare due pesci piccoli (se non addirittura inconsapevoli) da mostrare ai media, evidenziando di aver cercato di prendere il trafficante vero, ma in realta’ in questo modo decospirando l’intera operazione, intanto i cervelloni della propaganda studiano come attutire l’impatto sui media.

Il Ministro degli Interni annuncia autonomamente l’operazione via twitter, vantando prudentemente una collaborazione con le agenzie straniere, ma altri vogliono gestire la comunicazione dell’evento per ridurne l’impatto sull’opinione pubblica, speculando sul fatto che si e’ trattato di una operazione tutta gestita dalle autorita’ albanesi, senza aiutini da fuori, il che consente di sostenere la buona fede del governo e il suo impegno a lottare la droga, mettendo in secondo piano il fatto che un simile quantitativo costituisce di per se un problema molto grosso, e che le modalita’ di intervento hanno reso impossibile individuare i destinatari della droga.

La solita chiamata a Roma serve un comunicato stampa bello bello, che salva la faccia, ma solo momentaneamente, al Premier, e consente al Ministro di non provocare troppo, dando, ma solo dopo la conferma pubblica da Roma, la spiegazione che le agenzie straniere erano state avvisate dagli albanesi a operazione conclusa, per arrestare il fuggitivo commerciante di banane.

A questo punto, sentendosi forti e protetti anche dalle dichiarazioni italiane, invece di stare calmi e tranquilli, i manipolatori governativi scadono in uno stato di autoesaltazione e senso di impunita’ e cominciano a strafare, addirittura con sfotto’ sul fatto che gli europei (e in particolare gli italiani) non sono riusciti a prendere la droga, mentre gli albanesi si.

L’esito di tanto osare e’ disastroso, perche’ la Marina colombiana, forse in cerca di qualche medaglia, o piu’ semplicemente per dare una mano a qualche amico lontano, magari proprio italiano, reclama i suoi giusti meriti, e gli argomenti dei manipolatori albanesi evaporano, lasciando il Re nudo, molto nudo.

Ancora una volta le autorita’ albanesi hanno decospirato l’operazione impedendo di fatto la cattura dei “pesci grossi”, per di piu’ cercando di prendersi dei meriti politici, e addirittura sfottendo i “partner internazionali”. Ma adesso tutti sanno di chi si possono fidare e di chi no.

Questa e’ una ricostruzione di pura fantasia, giusto per speculare un poco sulla realta’ di questi giorni, ma in un futuro molto breve avremo altri sviluppi per comprendere cosa e’ successo davvero.