Mentre la vicenda Habilaj-Tahiri è esplosa nei media albanesi, l’Ambasciata degli Stati Uniti ha pubblicato un video sul suo account Facebook, in cui “l’Ambasciatore Lu e i membri dello staff americani dell'Ambasciata hanno cercato di indovinare i nomi di piatti tradizionali albanesi, bendati con la bandiera degli Stati Uniti”.
Forse non c'è metafora più adatta per la posizione attuale dell’Ambasciatore degli Stati Uniti e degli altri funzionari stranieri strettamente coinvolti nella riforma del sistema giudiziario albanese, che quella di un uomo con gli occhi bendati con la sua propria bandiera che, con una forchetta in mano, assaggia piatti albanesi e dice se sono buoni o meno.
L’Ambasciatore Lu non è mai stato uno di quelli che è rimasto in silenzio di fronte a pericolosi criminali in libertà e di fronte ai giudici “corrotti”.
Il 14 dicembre 2015, durante una conferenza di giudici, l’Ambasciatore Lu ha dichiarato che i giudici con un orologio più costoso della propria macchina sono “corrotti”.
Il 9 dicembre 2016, l'Ambasciatore Lu ha definito “corrotti” i giudici che hanno rilasciato il criminale Lul Berisha.
E il 2 ottobre 2017, in un discorso presso la Scuola della Magistratura, l’Ambasciatore Lu ha accusato il sistema giudiziario albanese di essere incompetente, facendo i nomi di diversi noti criminali:
“Ci sono alcuni nomi famosi di criminali albanesi, come Emiljano Shullazi, condannato per traffico di droga, che continua a gestire il traffico di droga dalla sua cella di detenzione. Oppure Lul Berisha, il capo della violenta gang di Durazzo, che è stato erroneamente rilasciato. Quanto accaduto ha provocato l'arresto del Direttore del carcere e dell’avvocato del carcere, ma Lul Berisha rimane misteriosamente libero. E infine Klement Balili, un trafficante di droga internazionale, ricercato dalla Grecia e dagli Stati Uniti, ma che è riuscito a sfuggire alla giustizia albanese a causa dell’incompetenza dei Pubblici Ministeri, della Polizia e del Ministero della Giustizia”.
Ma ciò che appare oggi è che non solo il sistema giudiziario è corrotto, ma che la criminalità organizzata ha avuto un accesso agevole ai più alti livelli del Governo e della Polizia, con l'ex Ministro degli Interni che ha tratto profitto direttamente dall’attività di narcotraffico gestita dai suoi cugini.
Ora sembra, meraviglia delle meraviglie, che i milioni di dollari di tasse statunitensi finiti nei programmi di OPDAT, per aiutare la Polizia albanese ad affrontare in modo efficace la coltivazione e il traffico di droga e la criminalità organizzata, sono stati utilizzati in un progetto di riforma della giustizia guidato da un ministro che per quattro anni è stato sul libro paga di un'organizzazione criminale italo-albanese.
Che cosa farà l’Ambasciatore Lu? Dirà, ancora una volta, che i giudici e i Procuratori corrotti non sono riusciti ad arrestare i fratelli Habilaj e Saimir Tahiri per tutti questi anni, permettendo loro di vagare liberamente negli uffici del Governo? O sarà lui a sfidare l’uomo con il quale ha condiviso il palcoscenico nel 2015, quando ha dichiarato la vittoria nella guerra alla droga?
