La pubblicazione del dossier completo con le intercettazioni telefoniche dei fratelli Habilaj ha subito creato interrogativi sul fatto che la guerra tra i clan all'interno del Partito Socialista è più pesante rispetto al passato.
Diversi media hanno riferito due giorni fa che il dossier in cui è citato l'ex Ministro degli Interni è stato pubblicato con la “benedizione” dell’attuale Ministro degli Interni Fatmir Xhafaj. Il Ministro Xhafaj, nel tentativo di cancellare il mito del suo predecessore e forse di accogliere la richiesta dei nuovi capi della polizia, viene citato da diversi media come la persona che ha “fornito” ai media e al PD il materiale.
Non c’è alcuna fonte che conferma con certezza questa notizia, ma il fatto che nessuno nel Partito Socialista ad eccezione di Elisa Spiropali, ha pubblicamente difeso l’ex Ministro suggerisce che “l’abbandono” di Tahiri non è casuale e scoordinato.
Ma il Ministro Xhafaj è anche di fronte al rischio della pubblicazione dei suoi legami familiari con la criminalità organizzata. Mentre Saimir Tahiri è accusato di avere rapporti con cugini remoti che fanno parte di un'organizzazione criminale, il fratello di Fatmir Xhafaj è attualmente ricercato a livello internazionale come membro di un'organizzazione criminale. Il dossier del fratello del Ministro Xhafaj redatto dall’antimafia italiana è nelle mani di diversi ex dirigenti del Ministero degli Interni e diverse fonti confermano che contiene dettagli sulle attività criminali e sul ruolo di Agron Xhafaj.
Anche se il Ministro Xhafaj ha affermato di non essere responsabile per le azioni del fratello, la crocifissione del suo predecessore per i collegamenti con i cugini non lo mette al sicuro.
Fatmir Xhafaj, uno dei principali artefici della riforma giudiziaria, ha dichiarato nero su bianco che nemmeno i pubblici ministeri o i giudici con cugini di quarto grado, accusati di essere criminali, riusciranno a sfuggire alla giustizia. Ma questo doppio standard non aiuterà il Ministro degli Interni quando, nei prossimi giorni, i suoi nemici nel partito tireranno fuori il dossier italiano del fratello Agron.
Questo dimostra che l'incuria con cui Edi Rama sceglie i suoi collaboratori e la facilità con cui egli li butta fuori non è il modo migliore per governare il Paese.
