In apertura del periodo di consultazione di due giorni con la società civile, l’Ambasciatore della UE Romana Vlahutin si è concentrata sull’importanza della società civile come “cane da guardia” della politica albanese.
“Rispetto agli anni precedenti, abbiamo deciso di dedicare due giorni interi per raccogliere i vostri input, anche tramite contributi scritti.
Vogliamo lavorare mano nella mano con la società civile, che ha un ruolo cruciale nel dare voce a tutti i cittadini albanesi.
In questo processo, il ruolo della società civile come cane da guardia è di vitale importanza. Tali consultazioni rappresentano un momento chiave per riflettere sullo stato di avanzamento e per identificare le aree di miglioramento”.
Il coinvolgimento attivo della società civile nella relazione intermedia della Commissione Europea mostra un nuovo approccio dell'UE. Le relazioni precedenti non hanno comportato un'ampia consultazione con la società civile ed erano quindi meno un riflesso del “progresso reale del Paese”, e molto più una proiezione di un desiderio del Governo.
“Si tratta di una relazione della Commissione al Consiglio, in modo che gli Stati membri possano valutare i progressi compiuti dai paesi e discutere le raccomandazioni della Commissione. Qualsiasi decisione per quanto riguarda i prossimi passi dell'Albania verso l'UE viene presa dagli Stati membri, sulla base della raccomandazione della Commissione.
Come funziona? La Commissione raccoglie le informazioni da molte fonti: il Governo, la Delegazione, gli Stati membri, la società civile, le organizzazioni internazionali, le imprese, le missioni; tutti questi riferimenti vengono poi incrociati e confermati.
Il Rapporto 2018 per l'Albania sarà molto importante. L’anno scorso la Commissione ha presentato una raccomandazione condizionata per l'apertura dei negoziati. Si tratta di passi decisivi per quanto riguarda la riforma della giustizia, compreso il vetting, ma si tratta anche di progressi credibili nella lotta contro la criminalità organizzata, contro la coltivazione e il commercio di cannabis, nella lotta contro la corruzione, nella riforma della pubblica amministrazione e nella tutela dei diritti fondamentali”.
Tutto ciò, naturalmente, ora dipende da quale ONG si presenterà alle riunioni e da chi l’ha finanziata in passato.
