Un candidato Procuratore Generale molto fortunato

exit.al 15 Dhjetor 2017, 11:32

Alcuni media ci informano di una interessante storia, perfettamente esemplificativa della difficile situazione della riforma della giustizia e della condizione generale della burocrazia del paese.

Uno dei sette candidati al discusso posto di Procuratore Generale Temporaneo, il Procuratore Artur Selmani, in servizio presso la Procura Generale, nelle sue dichiarazioni patrimoniali dichiara per tre anni consecutivi (dal 2007 al 2009) di aver fatto importanti vincite al gioco, nell’ordine di 4.000, 2.000 e ancora 4.000 dollari.

Il gioco d’azzardo in Albania e’ legale e praticato ossessivamente anche da molti politici, mentre molti altri politici hanno coinvolgimenti patrimoniali o professionali con le societa’ autorizzate a questo tipo di business.

Allo stesso modo il gioco d’azzardo, o meglio le vincite ottenute tramite il gioco d’azzardo, sono un ottimo sistema per riciclare il denaro sporco, perche’ consentono di giustificare l’arricchimento spiegandolo con una semplice ricevuta della compagnia che amministra il gioco. Il ricorso multiplo a questo tipo di giustificazione della ricchezza dichiarata costituisce, in ogni normativa sul money laundering, di per se’ un indicatore di allarme di possibile riciclaggio, anche se le cifre indicate in questo caso non sembrano cosi’ elevate.

Inoltre in un paese normale l’abituale frequentazione al gioco d’azzardo sarebbe un indicatore di poca affidabilita’ di una persona che svolge un incarico socialmente delicato come quello di procuratore, ma evidentemente in Albania questo non ha mai suscitato alcuna forma di allarme.

Curiosamente il procuratore Selmani ha applicato per l’unica posizione del nuovo sistema della giustizia che non prevede il processo di vetting, e ancora piu’ curiosamente proprio per sostituire quel Procuratore Generale, Adriatik Llalla, che al tempo delle vincite di Selmani, era proprio il capo dell’Ufficio che avrebbe dovuto valutare la correttezza e la congruita’ delle sue dichiarazioni patrimoniali.

Anche le altre sei candidature a procuratore Generale Temporaneo sembra che presentino, almeno dal punto di vista patrimoniale, alcune anomalie, essendo tutti i candidati titolari di patrimoni molto superiori a quello che sarebbe ragionavole attendersi, visto che quasi tutti loro dichiarano la proprieta’ di numerosi appartamenti, mentre uno di loro pare abbia cambiato numerose auto di lusso solo negli ultimi tre anni.

Nonostante tutto questo, il governo insiste nel suo tentativo di forzare la Costituzione, rifiutato e contestato da tutte le altre forze politiche presenti in Parlamento, per imporre un Procuratore Generale Temporaneo, non previsto da alcuna norma e non sottoposto ad una procedura di vetting completa, ma con il potere di condizionare il percorso del vetting di ogni altro procuratore.