Task Force: Colpo di propaganda o colpo di stato?

exit.al 13 Nëntor 2017, 11:09

In una conferenza al Ministero degli Interni denominata “Forza della Legge” il governo ha annunciato frettolosamente la creazione di una Task Force contro la criminalita’ organizzata, che opererebbe all’interno del ministero degli Interni, coordinando le varie istituzioni dello stato competenti (procura dei crimini gravi, intelligence, finanze, difesa) nelle indagini contro la criminalita’ organizzata.

Secondo le solite voci e affermazioni confuse, sembrerebbe che all’interno di questa Task Force opereranno ufficiali stranieri provenienti dall’FBI americana, dal Ministero degli Interni Inglese e da quello Italiano.

Vari organi di stampa hanno publicato uno schema di funzionamento di questa Task Force che, per chiunque abbia un minimo di memoria e di cultura giuridica, lascia alquanto perplessi.

I lettori piu’ attenti ricorderanno che all’inizio del governo Rama a fine 2013, lo stesso Rama annuncio’ la creazione di un Bureau Hetimi (Ufficio investigativo, sulla falsariga del Federal Bureau of Investigation americano), ma l’opposizione si inalbero’ dicendo che una simile struttura inquirente, per evidenti motivi di garanzie costituzionali, non poteva essere alle dipendenze del governo, ma doveva dipendere dalla Procura Generale.

Come suo solito, viste le resistenze, Rama lascio’ cadere la proposta e, dopo un viaggio in Turchia a consulto con Erdogan, lancio’ il progetto piu’ esteso e radicale della riforma della giustizia, che presto porto’ alle famose discussioni sul “vetting” di giudici e procuratori, e alle note battaglie parlamentari dell’estate 2016, poi risolte con un colpo di mano e una serie di voti a maggioranza nonostante l’impegno di una  decisione consensuale assunto di fronte a Victoria Nuland del dipartimento di Stato americano.

La riforma della giustizia ha gestito il problema, anche nelle modifiche costituzionali, creando una unica Procura Speciale Nazionale Anticorruzione, competente per tutti i reati di pubblica corruzione e di crimine organizzato, ma sempre sottoposta a tutto il meccanismo generale della Procura, regolato da uno specifico Consiglio Superiore dei Procuratori (KLP): in questo modo l’indipendenza della Procura dal Governo era salva.

Oggi il nuovo Ministro degli Interni, all’epoca Ministro delle Giustizia e coordinatore di tutta la riorma della giustizia, propone con grande clamore una struttura chiamata Task Force, alle dipendenze del Ministero degli Interni che, secondo lo schema pubblicato ieri, dovrebbe svolgere le indagini sulla criminalita’ organizzata e sulla corruzione, sia a livello nazionale che a livello locale, scambiando informazioni con procure, servizi segreti, uffici delle tasse e del catasto e cosi’ via.

In questo senso sembrerebbe proprio che la Task Force sia un organismo destinato a sostituire, almeno operativamente, la Procura Speciale Nazionale Anticorruzione (SPAK – Struttura speciale contro la corruzione e il crimine organizzato) prevista dalla riforma della giustizia.

Un dettaglio dello schema pubblicato lascia intuire una spiegazione semplicemente drammatica. Infatti nello schema, alla pagina denominata Struttura della Task Force, si prevede che la Procura dei Crimini Gravi sia parte dell’organizzazione della Task Force, ma non a capo della Task Force stessa (come vorrebbe la costituzione attualmente in vigore).

Purtoppo per il Governo la Procura dei Crimini Gravi esisteva all’epoca della proposta del Bureau Hetimi, ma non esiste piu’ dopo la riforma.

Questo dettaglio suggerisce che il governo, messo alle strette dalle richieste della comunita’ internazionale e in particolare del governo italiano, e volendo mostrare al piu’ presto che stava agendo nel senso indicato dagli ambasciatori e dai ministri europei, abbia semplicemente riciclato il vecchio progetto del Bureau Hetimi, senza nemmeno curarsi di correggere quel dettaglio grafico. Insomma, sarebbe solo fumo e propaganda per gli internazionali, con tanto di comode e lucrose missioni di assistenza tecnica per “accontentare” i loro funzionari.

L’alternativa e’ molto peggiore, e cioe’ che Xhafaj stia tentando di accentrare nelle mani del Governo sia la Polizia che la Giustizia, com’era nel periodo piu’ buio della  dittatura, e come voleva fare Rama quando propose il Bureau Hetimi, senza curarsi del principio di indipendenza della magistratura stabilito dalla Costituzione, senza curarsi della sua stessa Riforma, e, per la fretta, senza nemmeno passare dal Parlamento.