Il Consiglio Europeo sulle Relazioni Straniere, una organizzazione non governativa che si occupa della politica estere della Unione Europea, in un articolo sulla situazione nei Balcani, dice che l’Albania è un Paese in cui la politica e la criminalità sono intrecciate in una rete di corruzione, mentre Edi Rama è la “causa di dinamiche negative nella Regione”.
Vessela Tcherneva, direttore del CERS, descrive l’Albania così:
"L'Albania ha profonde divisioni politiche in cui la politica e i clan criminali sono intrecciati in una rete di corruzione. Il traffico di droga e il riciclaggio di denaro prosperano in questo ambiente”.
L'articolo va oltre, accusando il Primo Ministro Rama, non solo di non aver adottato le misure necessarie per porre rimedio alla situazione, ma, al contrario, di creare nuovi argomenti pubblici per distrarre dai problemi reali:
“Invece di pensare ai fallimenti del Governo, il Primo Ministro albanese, Edi Rama, si sta concentrando sulla Grande Albania, alimentando i timori di separatismo nella vicina Macedonia”.
Quindi, oltre al deterioramento della situazione in Albania, sembra che il Primo Ministro Rama contribuisce allo sviluppo di "dinamiche negative nella Regione”.
Analizzando la situazione di tutti i Balcani Occidentali, Tcherneva afferma che "dati i gravi problemi della Regione, l'UE deve prendere misure concrete che possono fare la differenza per la popolazione locale e modificare le dinamiche negative nella Regione”.
Alcuni dei mezzi per raggiungere questo obiettivo sono "aumentare gli investimenti dell'UE nelle economie dei Balcani, migliorare l'assistenza tecnica ai governi dei Balcani e, soprattutto, creare leader balcanici con standard alti”.
La vera sfida è politica. L’UE non deve permettere che un leader di un paese candidato, come Gruevski, rimane al potere per così tanto tempo.
