Per me non è una sorpresa, ma forse lo fa per l'esiguo numero di sicofanti che lui conserva nella sua corte, o per i funzionari della delegazione dell'UE a Tirana, che fino a poco tempo sembravano essere incapaci di tirarsi fuori dall'orbita di Rama e parlare chiaramente e con fermezza riguardo le condizioni che l'Unione Europea aveva fissato per l'apertura dei negoziati di adesione con l’Albania.
Tutto questo non è una sorpresa per coloro che hanno seguito in maniera più approfondita gli atteggiamenti di Rama verso l’UE. Rama ha sempre flirtato con la retorica anti-UE quando era utile ai suoi scopi, e ha più volte “minacciato” l’Unione Europea riguardo la “stabilità” della Regione, riguardo la “minaccia” della Russia e dell’Islam radicale, mentre si ingraziava il dittatore turco Erdogan.
Recentemente, tuttavia, la retorica di Rama ha iniziato a mostrare segni di una forte “pretesa” verso l'Unione Europea per l'apertura dei negoziati, accompagnata da una paranoia che può offrire un pizzico di stabilità di fondo del solo leader del Paese. Nel corso della prima seduta del Parlamento, Rama ha dichiarato quanto segue:
“Quello che posso dire molto apertamente e direttamente è che l'apertura dei negoziati non è più un problema che dipende da quello che stiamo facendo meglio. Vi ricordo che i progressi con le 5 priorità erano tali che la Commissione aveva deciso come punto finale la riforma del sistema giudiziario per avviare i negoziati. La riforma giudiziaria è stata approvata, ma i negoziati non sono stati aperti. Poi è stato imposto il vetting. Il vetting è stato approvato, si attende solo l’attuazione, ma dipende da come uno lo guarda, perché il vetting è già iniziato”.
Questa, per dirlo con delicatezza, non è l’intera verità. Il fatto è che la Commissione Europea, nel novembre 2016, ha detto che per aprire i negoziati ci voleva un progresso credibile e tangibile nell’attuazione della riforma giudiziaria, in particolare con il vetting dei giudici e dei pubblici ministeri. In ogni caso, non sono stati compiuti progressi credibili e tangibili.
Rama sbaglia nel vedere la raccomandazione della CE come il “verdetto finale” dell'UE.
Rama ha continuato a negare che c’erano condizioni per quanto riguarda l'apertura dei negoziati. Ripetendo questa negazione più e più volte, soprattutto a sé stesso, Rama ha ormai acquisito la convinzione che l'Albania ha adempiuto a tutti i requisiti della UE, e che la situazione dunque non dipende più da quello che deve fare l’Albania.
Questa idea è, ovviamente, del tutto sbagliata e fantasiosa, ma spiega il motivo per cui Rama sostiene che il problema della criminalità organizzata albanese in paesi come l'Olanda, la Francia e il Regno Unito è in qualche modo una “nuova scusa” della UE per ritardare i negoziati con l’Albania.
Il problema della criminalità organizzata e del traffico di droga diffuso nei paesi dell'Unione Europea è infatti una delle cinque condizioni poste dall’UE.
Il recente discorso di Rama mostra il suo delirio di auto-illusione. Questa illusione ora lo ha portato ad accusare altri paesi dell'UE di ostacolare l'integrazione dell'Albania. Dobbiamo ricordare a noi stessi che qualcosa di molto simile è accaduto non molto tempo fa in Turchia. I risultati sono ormai evidenti a tutti.
