Il Difensore Civico Europeo si è detto d’accordo con la richiesta rivolta da Exit al Servizio Europeo di Azione Esterna (EEAS) di fornire i documenti di gara relativi all’acquisto della residenza ufficiale dell’Ambasciatore dell'UE Romana Vlahutin.
In una serie di articoli Exit ha rivelato che le procedure di acquisto della villa, per un prezzo totale di € 1.977.500, sono state alquanto dubbie.
Exit ha quindi chiesto all’EEAS, che sovrintende il corpo diplomatico dell'UE, di rendere pubbliche le 16 offerte, tra cui le 5 possibili ville che erano state “pre-selezionate” dal personale della delegazione UE in Albania, e che non sono state ispezionate dagli esperti indipendenti.
L’EEAS ha respinto tale richiesta sulla base del fatto che “sarebbe un pregiudizio alla tutela degli interessi commerciali”.
Dopo questo rifiuto, Exit ha fatto appello al Difensore Civico Europeo per ricevere i documenti in questione.
In una lettera del 30 agosto, il Difensore Civico Europeo ha accolto la richiesta di Exit:
“Vorrei informarvi che a seguito dell'ispezione, abbiamo contattato l’EEAS con una proposta volta a trovare una soluzione al vostro reclamo, rivelando una versione anonima dell'elenco delle proprietà”.
Exit è attualmente in attesa che l’EEAS rispetta la decisione del Difensore Civico Europeo e fornisce i documenti anonimi contenenti le 16 offerte.
I sospetti di Exit sono confermati da quanto accaduto in passato. La delegazione dell'UE a Tirana ha una storia di cattiva amministrazione, che è stata documentata dalle decisioni del Difensore Civico Europeo.
Nonostante le storie documentate di cattiva amministrazione, e nonostante persistono le voci di corruzione a carico della delegazione dell'UE a Tirana, la Commissione Europea definisce come calunnie le critiche che arrivano continuamente nei riguardi delle azioni dell’UE in Albania. L'esempio più recente è la risposta data ad una domanda posta dall’eurodeputato Eleftherios Synadinos.
Synadinos aveva scritto:
“L’Ambasciatore UE in Albania, insieme con la sua famiglia, è stata messa sotto protezione armata da parte della Polizia in seguito alle minacce ricevute a causa del suo monitoraggio di una riforma del sistema giudiziario albanese, progettata per estirpare la corruzione all’interno del sistema giuridico.
Allo stesso tempo, Sali Berisha, l'ex Primo Ministro albanese, ha recentemente contestato quello che è stato descritto come il supporto incondizionato dell’Ambasciatore per il Governo.
Il rapporto stretto tra l’Ambasciatore e il Primo Ministro Rama si è riflesso nella sua incapacità di affrontare alcune questioni in risposta ad un quesito scritto del Commissario per l’Allargamento.
In effetti, i suoi rapporti con il Primo Ministro sono di reciproco vantaggio per quanto riguarda gli appalti pubblici in Albania. Inoltre, il problema della corruzione e le questioni in materia di trasparenza sono le questioni che sorgono regolarmente nei rapporti della UE sull’Albania.
Infine, si sta preparando uno scandalo finanziario per quanto riguarda il costo enormemente gonfiato per l’acquisto della residenza ufficiale dell’Ambasciatore e per quanto riguarda le procedure seguite per l’acquisto della stessa.
Dato che ci sono chiare indicazioni riguardo un comportamento ingiustificabile da parte dell’Ambasciatore, la Commissione intende sollevare la Vlahutin dalle sue funzioni in attesa di chiarire questi problemi?”
L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Federica Mogherini ha risposto:
“La UE è profondamente consapevole della prolungata campagna di accuse rivolte alla delegazione dell'UE a Tirana e al suo capo delegazione. Tali accuse sono state sistematicamente e completamente confutate.
Per quanto riguarda l’acquisto della residenza, si può fare riferimento alle risposte fornite dal Servizio Europeo di Azione Esterna.
Ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, applicabile per la delegazione UE, lo Stato ospitante è responsabile della protezione del personale diplomatico, dei loro dipendenti e dei locali utilizzati dall'Unione Europea. La natura delle misure necessarie è coordinata con le autorità competenti dello Stato ospitante”.
Fino ad ora, Exit non ha visto alcuna “confutazione sistematica e completa”. Invece, la nostra indagine, che sarebbe stato molto breve se l’EEAS fosse stata trasparente, è stata bloccata costantemente dall’EEAS, che si nasconde dietro la riservatezza rifiutandosi di rendere conto ai contribuenti dell'UE, che hanno tutto il diritto di sapere perché è stato necessario e inevitabile spendere 2 milioni di € su una villa. E allo stesso modo, tutti i cittadini albanesi meritano di sapere cosa sta realmente accadendo in questa istituzione dell'UE che sostiene di avere un così grande (e presumibilmente positivo) impatto sul futuro del Paese.
