Ieri l’Ambasciatore degli Stati Uniti a Tirana ha parlato duramente del problema che ha mantenuto l'attenzione del pubblico occupata per più di due settimane. Ha fatto riferimento alla criminalità organizzata e alla legittimazione che quest’ultima ha acquisito negli ultimi anni per diverse ragioni: la principale è la tolleranza della politica verso di essa, o anche le sue relazioni con essa!
Lu ha dichiarato che nel Paese sono attivi più di 20 gruppi criminali e 4 clan principali. Ha affermato che il traffico di droga viene gestito anche dalle prigioni e ancora una volta ha ritenuto il sistema della giustizia responsabile di molti dei problemi di questo Paese. E Lu ha ragione.
Ma Lu non sa che la vendetta della criminalità in questo Paese non è simile a quella di molti altri paesi.
Lu, per esempio, non sa che molti dei grandi mezzi di comunicazione del Paese non hanno mostrato alcun filmato del video di Elbasan, nessuna notizia, tranne la breve dichiarazione della Polizia.
Lu non sa che, già da alcune settimane, è difficile trovare giornalisti disposti a venire in studio per parlare dei fatti di criminalità accaduti a Tirana, Valona, Scutari e Elbasan. La loro risposta è semplice: abbiamo paura!
Lu non sa che interi media di questo Paese sono alimentati con il denaro proveniente dal traffico di cannabis e con il denaro nero.
Lu non sa che il denaro della criminalità si è mischiato con i soldi degli uomini d’affari.
Lu non sa che la criminalità in Albania non è nascosta, come in qualsiasi altro luogo del mondo, ma è visibile a tutti. E’ sufficiente camminare per le strade di Bllok per vedere la sfilata di auto del valore di € 250.000 con vetri oscurati per capire dove si vive!
Lu non sa, per esempio, che circa un anno e mezzo fa, quando sotto la pressione dei media la Polizia ha fatto un’azione anti-droga in diversi locali notturni a Tirana e ne ha chiuso molti di loro, quasi 1/4 dei deputati del Parlamento hanno inviato messaggi interessati al Ministero dell’Interno e ai capi della Polizia.
Lu ha parlato perché nessun altro lo ha fatto. Nessuna risposta. Né il Governo, né l'opposizione hanno pronunciato parole in merito (ad eccezione di un post su Facebook di Berisha). Neanche il Ministro degli Interni ha detto niente.
Ci sono due possibili spiegazioni per questo silenzio: o la politica è legata alla criminalità e non la può combattere, o il Governo ha paura! Non c'è altra spiegazione.
Lu ha parlato con la speranza che le sue parole facciano muovere qualcosa. Tredici anni e mezzo fa, quando l’Albania si trovava nella stessa situazione critica, un altro Ambasciatore americano, James Jeffrey, ha tenuto a Tirana un discorso molto duro. Si rivolse ai criminali dicendo: signori della droga, vi conosciamo, sappiamo dove siete e vi combatteremo!
La dichiarazione di Jeffrey ha profondamente modificato la situazione nel Paese. Oggi spero che la dichiarazione di Lu avrà un effetto ancora più profondo. Perché se la politica albanese può sembrare di aver capitolato, gli Stati Uniti e i nostri partner possono risollevare le nostre speranze.
