Durante il suo recente viaggio a Bruxelles, il Primo Ministro Edi Rama ha incontrato tutte le persone che devono fornire una raccomandazione positiva per l'apertura dei negoziati di adesione all’UE nel 2018. Ha incontrato il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e in un incontro organizzato dagli Amici dell’Albania, Rama ha ripetuto le sue minacce ironiche, dicendo che la Russia e la Cina offrono modelli alternativi “interessanti”.
Anche l’Alto Rappresentante Federica Mogherini ha fatto la sua comparsa obbligatoria accanto al Primo Ministro Rama, dopo che lei aveva dichiarato che l’Albania dovrebbe essere pronta, inshallah.
“E’ un piacere per me dare il benvenuto al Primo Ministro Rama in un momento particolarmente importante per la strada dell'Albania verso l’Unione Europea. L’Albania, sotto la sua guida, ha fatto un enorme lavoro, in particolare sulla riforma della giustizia, sulla lotta contro la droga e la corruzione, un lavoro che sosteniamo e che deve proseguire”.
Ma che cosa vuole dire la Mogherini quando dice “enorme”? Quale “enorme lavoro” è stato fatto nella riforma della giustizia? In effetti, la riforma costituzionale che fornisce la base per la riforma del sistema giudiziario è stata approvata con un voto bipartisan, e anche le commissioni del vetting sono state votate in maniera bipartisan. Ma tutto il resto è stato praticamente un disastro.
Il Governo da solo ha ridotto il budget e gli impiegati delle istituzioni del vetting, contro il parere degli esperti internazionali, minando in modo efficace l'indipendenza del processo del vetting.
Nel frattempo l’insediamento del KLP e del KLGj, le altre due istituzioni che sono parte essenziale della riforma del sistema giudiziario, è stato bloccato a tempo indeterminato da parte del Parlamento, che è attualmente governato dal Partito Socialista di Rama con una maggioranza assoluta.
In realtà, sembra che lo stallo del KLP è stato uno sforzo politico consapevole, perché in assenza del KLP non si può nominare un sostituto del Procuratore Generale Adriatik Llalla, il cui mandato termina il 7 dicembre. Il Governo ora afferma che è possibile scegliere un successore “temporaneo” di Llalla con una maggioranza semplice. A parte la seria questione della legittimità di una tale mossa, che viene curiosamente supportata da entrambe le missioni internazionali dell'UE e degli Stati Uniti, EURALIUS e OPDAT, sembra degno di nota che il risultato effettivo della riforma del sistema giudiziario non è una maggiore indipendenza della magistratura, bensì l’aver creato una situazione in cui una semplice maggioranza parlamentare può nominare il più alto procuratore nel Paese, rendendo il sistema giudiziario più dipendente che mai dalla politica.
La controversia sul successore di Llalla è legata a quest’altro “lavoro enorme” di Rama, vale a dire la sua cosiddetta lotta contro la corruzione. In realtà, la corruzione resta diffusa ed è in realtà la principale ragione per la totale assenza di nuovi investimenti diretti esteri in Albania.
La situazione è peggiorata da quando sussistono gravi sospetti che il braccio destro di Rama, ed ex Ministro degli Interni, Saimir Tahiri è stato implicato nel traffico internazionale di stupefacenti. A partire da questo momento, 7 alti funzionari del precedente Governo Rama, tra cui un ex ministro, un ex vice ministro e 3 capi della polizia, sono stati implicati in indagini della Procura, proprio nel momento in cui Rama sta cambiando il Procuratore Generale con uno dei suoi.
Ancora una volta non si capisce dove sono questi enormi progressi. Forse possiamo placare noi stessi con il pensiero che la Commissione Europea non ha l'ultima parola sulla relazione sui progressi compiuti, e che, come è successo l'ultima volta, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo ci penseranno a lungo prima di decidere per l’apertura dei negoziati con l’Albania.

