Un fine settimana di pioggia ha scosso più di metà del Paese, ha portato alla distruzione di 60 ponti, a forti danni a più di 50 scuole, all’allagamento di 10.000 ettari di terreno e di 3.500 case, al blocco delle arterie principali del Paese, alla distruzione di molti argini dei fiumi e, soprattutto, ad un mare di sporcizia che copre le città che il Governo pensa di avere migliorato attraverso costosi investimenti sotto lo slogan “Rinascimento Urbano”.
Ma il Governo parla solo del suo “trionfo”: 1.500 persone “salvate” con i camion, le barche e gli elicotteri, immagini che mostrano i principali politici del Paese mentre abbracciano i cittadini, belle immagini di salvataggi effettuati da squadre in uniforme.
Naturalmente ci sono state parole di apprezzamento da parte del leader dell'opposizione impegnato nella solidarietà con il Governo.
E, infine, la pubblicazione di un video con un gruppo di militanti del partito che abbracciano e baciano le mani del Primo Ministro, ringraziandolo per la visita in questi giorni difficili.
Due intere giornate di programmi televisivi in diretta, con i giornalisti che parlano della catastrofe come un “evento di proporzioni mai viste prima”.
Il modernismo è arrivato in Albania in maniera troppo spinta e, con l’aiuto di un regista visionario che ha mostrato l'insensibilità della natura, la civiltà rinata ha trionfato in maniera spettacolare.
Dalle prime ore del mattino in poi, il messaggio che è stato trasmesso da tutti i media, citando il Primo Ministro, è stato chiaro: “abbiamo notevolmente migliorato la nostra capacità di rispondere alle inondazioni”, ma nessuno è in grado di spiegare cosa realmente è stato fatto per prevenire.
Contro la furia della natura, naturalmente, non c'è nulla che un uomo o un Governo può fare, inshallah!
In realtà qualcosa si sarebbe potuto fare in anticipo e non dopo, ma in questo Paese il Governo pensa solo a oggi e a come presentare ai cittadini una realtà così bella che non riescono a giudicare.
