Ma chi voleva arrestare i "pesci grossi", non ha niente da dire su ARMO ?

exit.al 30 Dhjetor 2017, 22:29

La delegazione dei lavoratori delle raffinerie di ARMO e’ arrivata a Tirana per chiedere di essere pagata. I ministri Gijknuri ed Ahmetaj, veri rappresentanti di quelli che confondono il privato (degli altri) con il pubblico, e poi il pubblico con il privato (il loro), se ne lavano le mani, chiarendo che la raffineria e’ gestita da una societa’ privata, e che quindi il governo non puo’ intervenire.

Ma il governo e’ gia’ intervenuto, e pesantemente; infatti il petroliere di ogni stagione, Beso Sulaj, non potrebbe mai aver preso il controllo delle raffinerie di Armo senza la complicita’ e la copertura del governo, essendo le raffinerie un oggetto strategico di proprieta’ (almeno fino a poco tempo fa’) di una societa’ partecipata dallo stato, e con un rappresentante (nominato da Ahmetaj) nel board.

E senza la complicita’ di Ahmetaj, tutti i funzionari di Armo e delle varie societa’ fasulle di Beso sarebbero in galera per evasione fiscale, a fare compagnia a qualche ambulante di Tirana sprovvisto di registratore di cassa. Invece solo nel 2017 hanno fatto evasioni (o mancati pagamenti) di tasse per oltre 50 milioni di Euro. Piu’ il prezzo della materia prima che Bankers dichiara di non essere stata pagata. Piu’ gli stipendi di questi 1.200 disgraziati, condannati ad avvelenarsi per dare un pezzo di pane alle loro famiglie, ma che alla fine e’ solo la speranza di un pezzo di pane, visto che la paga non arriva.

Pero’ Arben e Damian chiamano il loro complice e sodale Beso e gli ordinano di prendere un credito e pagare gli stipendi entro domani.

Solo banche criminali, fuori controllo economico, ma sotto il pieno controllo politico, possono prestare soldi alle indebitatissime aziende di Beso Sulaj, ma una cosa dovrebbero chiarire Damian e Arben, se una questione come quella degli stipendi si puo’ risolvere con un ordine a Beso, perche’ non ordinargli anche di pagare le tasse?

Qui si apre il vero punto centrale della vicenda ARMO – IRTC – Bankers – Beso – Ahmetaj: che le raffinerie siano state privatizzate o meno, e’ questione rilevante la trasparenza dell’operato del governo, ma non deve e non puo’ cambiare il problema di fondo, e cioe’ il generale rispetto delle leggi, che fino a prova contraria e’ ancora un compito dello stato, anche se tra le piattaforme di co-governo e le molte (e diverse) riforme della giustizia, sinceramente non si capisce chi debba fare che cosa.

ARMO non ha versato le assicurazioni sociali, non ha versato le tasse sul carbone e quelle sui carburanti, e questo per anni consecutivi; possibile che nessuno della amministrazione fiscale se ne sia accorto? E se anche nessuno se ne fosse accorto finora, oggi la notizia e’ pubblicata su tutti i giornali, con una evidentissima “omissione di atti di ufficio” che nel codice penale albanese diventa perlomeno “shperdhorim detyre”, ma che tutti comprendono essere una questione politicamente e giuridicamente molto piu’ grave e complessa, con complicita’ e intrecci di interessi capaci di scuotere l’intero governo.

Secondo l’ambasciatore americano era il decaduto Procuratore Generale Llalla quello che non apriva le indagini contro i “pesci grossi”, ma adesso c’e’ un nuovo Procuratore Generale Temporaneo, Arta Marku, eletta con un colpo di mano costituzionale in nome di una riforma della giustizia che deve finalmente pulire la scena. Che cosa fara’ adesso Arta Marku?

Dimostrera’ di avere una dignita’ professionale, e di voler riscattare una nomina alquanto dubbia, aprendo una indagine, in realta’ abbastanza semplice, essendo tutto scritto nelle carte della amministrazione, e magari portando a casa il primo tanto agognato “pesce grosso”, o proseguira’ l’ignavia vista finora, tacendo e omettendo per non disturbare il governo che l’ha nominata?

Questa e’ la prova del nove, il test che puo’ dimostrare al popolo, se ce ne fosse ancora bisogno, con tutta evidenza il grande imbroglio costituzionale che si e’ appena consumato.

Basha e gli altri incerti leader di una confusa opposizione, lascino per un attimo i loro segreti incontri con la base, o le declamazioni sui lanci di stivali, o le alleanze di dieci partiti “formato famiglia”, e pretendano a gran voce un intervento della magistratura sulla questione ARMO, cosi’ potranno dimostrare di essere vivi e veramente oppositari.

Altrimenti e’ meglio che lascino perdere le riunioni e le alleanze, e soprattutto che risparmino gli stivali, che presto gli serviranno per attraversare i monti al confine con la Grecia.