Ogni giorno escono prove che confermano le accuse di Dritan Zagani su Saimir Tahiri, circa tre anni più tardi, sembra che la storia si sta ripetendo, ma questa volta per il nuovo Ministro degli Interni Fatmir Xhafaj, il fratello del quale faceva parte di una banda internazionale dedita al traffico di droga.
In un’intervista resa pubblica dal Partito Democratico, Albert Veliu, gia’ identificato come il “testimone X” in una intercettazione audio resa pubblica dallo stesso PD, ha dichiarato che suo figlio è stato minacciato immediatamente dopo la pubblicazione del video.
Come aveva fatto con Tahiri, il Premier Rama ha preso subito le difese del ministro Xhafaj:
“Oggi il Ministro dell’Interno non deve rispondere, ne moralmente, ne penalmente”.
Il Premier è andato oltre, facendo dichiarazioni forti, affrettate, assumendo il ruolo del Publico Ministero, e difendendo pubblicamente una persona ancora sotto inchiesta o sotto indagine.
“ . . . io ho chiesto ad agenzie internazionali specializzate la perizia legale dell’intercettazione audio . . . ieri ho avuto la risposta dell'analisi scientifica da uno dei migliori laboratori del mondo. Quella prova mi basta per dirvi che non siamo davanti ad una prova compromettente per il ministro, siamo davanti un materiale non autentico che mira alla destabilizzazione.”
Nel settembre del 2015, il Premier Rama aveva fatto la stessa cosa aggredendo apertamente Dritan Zagani, l’ex direttore della polizia di frontiera di Valona, il quale aveva denunciato l’attività criminale dei fratelli Habilaj e il loro collegamento con Saimir Tahiri.
Le parole del Premier contro Zagani erano forti e chiare:
“Un criminale, di quelli che la polizia dello stato ha avuto il coraggio di identificare tra i propri ranghi e di eliminarli, un collaboratore del traffico di droga che comprometteva le operazioni di polizia, oggi è diventato un eroe dell’opposizione, della stampa, e di recente anche del capo dello stato”.
Ma potente e forte era anche la difesa che il Premier fece per Tahiri di fronte ad una grande platea di poliziotti:
“Io riesco a immaginare che vuol dire per voi ... sentire ogni tipo di accusa, ogni tipo di mostruosità, e ogni tipo di attacco verbale contro il Ministro dell’Interno, e contro i suoi capi della Polizia di Stato, sul governo stesso, in relazione al crimine e con tutto il contenuto della lotta per la quale voi ogni giorno uscite da casa. Deve essere, senza dubbio, molto difficile.”
“Dovete essere orgogliosi che con i risultati, le cifre e fatti incontestabili, avete ributtato a terra tutta la massa del fango, che per mesi e mesi e’ stata buttata sulla Polizia dello Stato, sui suoi dirigenti, e sopra il Ministero degli Interni”.
Dritan Zagani è stato arrestato dalla polizia di Fier alla mezzanotte del primo maggio del 2014. E’ stato accusato ed e’ attualmente ancora sotto processo di primo grado per abuso di potere e collaborazione con le bande criminali. Dopo poco più di un anno di arresti domiciliari, con un processo giudiziario molto lento, Zagani insieme alla sua famiglia e’ riuscito a scappare in Svizzera, dove ha chiesto ed ottenuto dal governo svizzero lo status di rifugiato politico. Ultimamente le sue accuse contro i fratelli Habilaj, cugini del Ministro Tahiri e accusati di essere narcotrafficanti, sono state confermate dalle indagini della Procura antimafia di Catania.
