La macchina del fango contro Zagani impegna firme eccellenti

exit.al 29 Tetor 2017, 18:26

Mentre infuriano le polemiche sul mancato arresto di Saimir Tahiri, i media cari al governo continuano, quando riescono, nella costante azione di delegittimazione del suo primo accusatore, il poliziotto dell’antidroga Dritan Zagani.

La cosa piu’ curiosa e’ che questa ostinata tentata delegittimazione dell’accusatore Zagani e’ ormai resa del tutto inutile in quanto superata dalle intercettazioni rese pubbliche dai documenti della Procura Antimafia di Catania, dall’arresto praticamente in flagranza di reato del cugino Habilaj, a suo tempo definito dall’ex-ministro “un onesto commerciante di frutta e verdura” e infine dalle ultime dichiarazioni di un altro poliziotto dell’antidroga di Fier, anche lui vittima delle persecuzioni poliziesche per aver disturbato il “commercio di frutta e verdura”.

Ma la macchina del fango contro l’esiliato politico in Svizzera (e anche questo dovrebbe far riflettere . . ) non si ferma, procede con il pilota automatico.

Sull’onda del vetting, della decriminalizzazione e delle dichiarazioni sugli orologi di lusso fatte dall’ambasciatore americano, l’argomento preferito per delegittimare e’ ovviamente la presunta ricchezza dello Zagani, che nella sottile strategia dei partigiani socialisti alimentererebbe il sospetto che anche lui sia un corrotto.

Una notissima e ricca giornalista ha immediatamente approfittato di un intervento di Lulzim Basha, che erroneamente diceva che Zagani era stato arrestato nella sua casa di Fier (mentre l’arresto e’ avvenuto a Valona) per scrivere un pezzo in cui elencava quelle che secondo lei erano le proprieta’ di Dritan Zagani, lasciando trasparire che erano un po’ troppe.

Secondo la famosa giornalista, c’era la casa di Fier citata da Basha, una casa di 140 metri quadri a Valona, e il famoso terreno di Orikum che secondo i detrattori socialisti di Zagani sarebbe stato un regalo di Berisha.

In realta’ Dritan Zagani viveva con la sua famiglia e i suoi genitori in un appartamento di Valona di quattro stanze, per una superficie di poco piu’ di 100 metri quadrati, di proprieta’ di un suo cugino, per il quale pagava un po’ alla volta una specie di affitto, con la promessa che quando avesse pagato una cifra sufficiente glielo avrebbe venduto. La famiglia Zagani non ha altre proprieta’, ne l’appartamento di Fier (che non e’ mai esistito), ne il famoso appezzamento di terra ad Orikum che secondo le leggi in vigore era stato decretato dal governo per essere distribuito a vari ufficiali di Polizia (tra cui Dritan Zagani) perche potessero costruirsi una casa, ma che e’ stato fraudolentemente registrato al catasto non come proprieta’ dello stato, ma come proprieta’ di un privato defunto, fatto che impedisce tuttora ai vari beneficiari come Zagani di prenderne possesso e titolo di proprieta’.

Anche i genitori di Dritan Zagani non hanno alcuna proprieta’, solo un lungo quanto finora inutile contenzioso con lo stato per ottenere la restituzione della proprieta,’ gia’ confiscata dal regime, di un appezzamento di terra agricola di poco superiore all’ettaro vicino a Scutari, che comunque, se mai riuscisse a riaverlo, Zagani dovrebbe dividere con la sorella.

In sintesi Dritan Zagani non ha nessuna proprieta immobiliare, Dritan ha solo due genitori pensionati e nullatenenti anch’essi, ma, come molti altri albanesi semplici, ha avuto l’illusione e la vana speranza di riavere cio’ che era della sua famiglia, e anche il dono dello stato a riconoscimento del suo servizio, secondo le norme in vigore, non ha potuto averlo a causa di documenti di proprieta’ falsificati e dell’incapacita’ dell’amministrazione dello stato di dare una soluzione a questo problema.

Ma la macchina del fango, e con lei i giornalisti di regime, non verificano le notizie, anzi le copiano e le diffondono, e cosi’  la fake news di “Dritan Zagani ricco proprietario” e’ stata immediatamente ripresa dagli altri organi della propaganda governativa in una  diffusione volutamente virale.

Intanto un’altra “grande giornalista” fa’ i selfie con Tahiri per festeggiare lo scampato pericolo, mostrando l’ampiezza e il lusso della bella casa in cui abita a Kodra e Diellit che non risulta nelle dichiarazioni di proprieta’ dei parlamentari.

Sara’ un regalo di papa’.