La logica mafiosa di Tahiri

exit.al 27 Shtator 2016, 13:30

I nervi di Saimir Tahiri, come quelli di tutto il governo, evidentemente sono molto sollecitati dalla questione cannabis, la cui evidente debordanza in tutto il paese, evidenzia ogni giorno di piu’ l’incapacita’, o la poca volonta’, della polizia albanese nel contrastare il fenomeno. E tale poca volonta’ viene inevitabilmente fatturata politicamente al governo, che reagisce in modo sempre piu’ scomposto.

Anche il Primo Ministro Edi Rama, solo pochi giorni orsono, commettendo una gaffe imperdonabile in ogni sistema democratico, ha chiaramente lasciato intendere che l’unico nemico della Polizia e’ il Partito Democratico, dimostrando la mancanza di lucidita’ tipica di chi e’ pressato dall’opinione pubblica avendo qualcosa da nascondere.

Oggi e’ toccato a Tahiri che, rivendicando l’azione della Polizia che in porto a Durazzo ha bloccato un furgone di una camiceria che stava portando in Italia 130 kg di marjuana, non si e’ limitato a annunciare il successo della “sua” Polizia, ma ha approfittato di una foto del 2012 del titolare dell’azienda (che attualmente e’ ricercato dalla Polizia nell’ambito di questa indagine) in compagnia del capo dell’opposizione Lulzim Basha, per veicolare un messaggio in cui inconsistenza logica e minaccia vanno di pari passo.

Tahiri con un artificio retorico ben noto cerca di fare l’elegante, accusando (cioe’ dicendo) e negando (l’intenzione di accusare) subito dopo, che non vuole accusare Basha di essere coinvolto nel narcotraffico, ne’ vuole accusarlo di farsi finanziare il partito dai soldi della droga, nemmeno vuole dire che l’amico della foto potrebbe essere il proprietario della parcella fotografata e filmata dai militanti del PD. Dice ”solo” che “l’amico fotografico di Basha e del PD e’ stato preso con 130 kg di droga”. E che Basha e i suoi militanti si devono vergognare per il fango che hanno gettato (sul PS) e chiudere la bocca, che i trafficanti sono solo trafficanti. Se non lo faranno (di chiudere la bocca) e invece vorranno continuare a infangare lui, il governo e la polizia, allora (a Basha) gli tocchera’ di passare per il proprietario dei 140 kg di droga del trafficante della foto del partito che abbiamo preso ieri.

Semplificando, Tahiri, dice: “State zitti, se no io vi faccio un c …. cosi’.”

E gia’ che c’e’, aggiunge altri 10 chilogrammi di marjuana al conto di Basha, come se anche l’altra l’avesse messa lui.

La mancanza evidente di logica nel “sillogismo balcanico” di Tahiri (non si capisce perche’ Basha, rifiutando l’accusa, diventerebbe colpevole) e’ tipica del linguaggio mafioso, perche’ sta a significare appunto che e’ la volonta’ e la forza di chi parla (o meglio, minaccia), e non la logica, a produrre le conseguenze citate.

E intanto il messaggio, per dare credibilita’ ed enfasi alla minaccia, rivendica anche il controllo del fenomeno: fino all’altro ieri Tahiri e Rama dicevano che la droga non c’era, ieri dicevano che la droga non c’e’ piu’, oggi invece Tahiri dice che la droga c’e’, c’e’ l’ho io, ma nessuno mi puo’ toccare, nemmeno tu, e se non stai zitto, la droga te la metto in tasca e poi ti denuncio. E gli stranieri non devono essere tirati in mezzo.

Perche’ questa e’ una . . . cosa nostra.