A meno di 24 ore dallo sversamento di liquami sul litorale di Ksamil, la guerra delle responsabilità è già iniziata.
In un messaggio su Facebook Alket Hyseni, del Partito Socialista, ha richiesto un intervento immediato:
“Chiedo con forza che le istituzioni inizino immediatamente le procedure penali, trovando i responsabili che hanno causato questa situazione”.
Ma gli autori non possono essere quelli che Hyseni ha in mente.
Il Comune di Saranda ha sostenuto che l'intero progetto per la ristrutturazione delle infrastrutture dell'acqua e delle acque reflue a Ksamil era stato finanziato e supervisionato dall’Unione Europea. L'incidente di ieri, presumibilmente, deriva dal fatto che i lavori non sono ancora terminati o che sono stati realizzati in maniera errata.
La prima gara per la realizzazione delle infrastrutture idriche e fognarie era stata indetta dall’Unione Europea nel 2010. Nel 2011, l’Unione Europea ha indetto un’altra gara per la costruzione del sistema fognario. Il contratto fu vinto da una società italiana, Friulana Bitumi srl, insieme con Atzwanger spa.
L’Ambasciatrice della UE Romana Vlahutin, negli ultimi mesi, è stata in visita a Valona per visionare come procedeva la realizzazione dei progetti infrastrutturali finanziati dalla UE, tra cui il sistema fognario di Valona, che faceva parte dello stesso contratto assegnato a Friulana Bitumi. L’Ambasciatrice Vlahutin aveva richiesto l’assicurazione che i lavori finissero prima dell’estate.
Due settimane fa i media hanno segnalato le lamentele degli abitanti di Ksamil riguardo il cattivo odore che proveniva dai tombini. Il Direttore di UKS Sheme Luloi ha affermato che la colpa era degli abitanti stessi, a causa di tubi di scarico illegali connessi alla rete. Ma se l'intero sistema fognario era appena stato ristrutturato, come potevano esistere questi collegamenti illegali?
Per riassumere: dal 2012 la UE ha speso milioni di soldi dei contribuenti dei Paesi della UE per realizzare un sistema di acque reflue a Ksamil, terminato con 3 anni di ritardo. Nel momento in cui i lavori sono finiti, il Comune per il quale è stato costruito si rifiuta di assumersi la responsabilità su di esso, lasciando il progetto sostanzialmente nelle mani della UE. Poi, due settimane più tardi, uno dei tubi del sistema si rompe, causando enormi danni ambientali ed economici a Ksamil.
Sia il Governo albanese, che la delegazione della UE continuano a rimanere in silenzio.
