Il Consiglio Comunale di Tirana ha approvato ieri, in circostanze controverse, due delibere che hanno suscitato polemiche e dibattito pubblico: l’aumento del prezzo dell'acqua e la concessione per la progettazione e la costruzione di scuole.
Le decisioni sono state approvate con 31 voti, il minimo necessario. I voti favorevoli sono stati così suddivisi: 25 consiglieri del Partito Socialista, 2 di LSI, 3 di PDIU e 1 di FRD.
Il Consiglio Comunale di Tirana è composto di 61 membri e il numero legale è di 31 consiglieri. Una eventuale coalizione di destra, formata da 19 consiglieri del PD e da 13 consiglieri di LSI, è in grado da sola di avere la maggioranza in Consiglio ed è in grado, da sola, di raggiungere il numero legale in Consiglio.
Due consiglieri di LSI hanno votato contro le direttive date dal partito, ma a quanto pare c’è un'altra complicazione che rende illegittima la votazione di ieri: la partecipazione di tre consiglieri del Partito Socialista e di uno di LSI erano illegali. Cinque membri, 3 di PS e due di LSI, alle elezioni di giugno sono stati eletti in Parlamento e quindi non sono più consiglieri comunali. Mentre i loro sostituti non hanno ancora giurato e quindi non sono consiglieri.
Gli ex consiglieri che sono diventati deputati sono: Elisa Spiropali, Elona Gjebrea, Klotilda Bushka (Ferhati) del Partito Socialista e Endrit Braimllari e Floida Kërpaçi di LSI.
Ciò significa che, all'inizio della riunione di ieri, il numero massimo di consiglieri socialisti presenti alla seduta era 22 e non 25. Aggiungendo i consiglieri di PDIU, FRD e Agim Kraja si arriva al numero massimo di 27 consiglieri, quattro in meno del quorum.
La Corte Costituzionale nel caso del deputato Ilir Beqaj ha chiaramente indicato che il mandato del deputato inizia al momento della certificazione ufficiale dei risultati elettorali da parte del KQZ. Per questo motivo i tre deputati Gjebrea, Spiropali e Bushka non potevano esercitare il diritto di voto nel Consiglio Comunale di Tirana.
