Il surreale riscatto morale di Tahiri: il benessere degli animali e’ una priorita’ di Rilindja

exit.al 30 Nëntor 2017, 17:30

Il giorno 6 novembre e’ stata depositata in parlamento, forse per la prima volta nella storia dell’Albania, una legge di iniziativa popolare, cioe’ una proposta di legge supportata dalle firme di almeno 20.000 cittadini, strumento previsto dalla Costituzione da piu’ di 20 anni, ma a memoria mai utilizzato prima.

Gia’ questo fatto meriterebbe una attenzione da parte dei media, ma la raccolta delle ventimila firme e’ avvenuta in un totale silenzio, al punto che e’ stata messa in secondo piano dal vero sponsor politico dell’iniziativa: l’ex Ministro degli Interni e membro del Parlamento Saimir Tahiri, attualmente indagato per aver favorito e protetto i suoi parenti narcotrafficanti, i fratelli Habilaj, attivi nella fornitura di cannabis di produzione albanese alle famiglie mafiose di Catania.

Gia ai primi di settembre vi erano state polemiche per un filmato che girava su Facebook di un ragazzo albanese che ammazzava un cane a colpi di badile, e in quell’occasione l’ex ministro aveva fatto dichiarazioni importanti e annunciato che avrebbe presentato una proposta di legge.

Le sue intenzioni si sono presto incontrate con la migliore societa’ civile albanese, quella che si aggira attorno alle ambasciate occidentali sempre alla ricerca di un qualsiasi fondo pubblico, evidentemente sconvolta da un fatto cosi’ grave e convinta delle vere priorita’ della nostra societa’, e cosi’ e’ nata l’idea, altamente democratica, di una raccolta di firme per presentare la legge come una sincera richiesta del popolo albanese.

A distanza di soli due mesi la proposta di legge e’ stata depositata in parlamento a disposizione dei deputati che, tra una autorizzazione a procedere per narcotraffico e una serie di modifiche costituzionali fatte per decreto, dovranno presto occuparsi anche di questa fondamentale proposta di legge, perche’ cosi dice la volonta’ del sovrano.

Il progetto di legge prevede di aggiungere in coda al codice penale sei articoli che chiariscono i diritti degli animali nella Repubblica d’Albania, sanzionando con il carcere fino a due anni l’uccisione degli animali, fino ad un anno il maltrattamento, fino a 6 mesi di carcere il mantenimento degli animali in condizioni igieniche inadeguate, fino a tre anni per la loro tortura che porti a menomazioni o morte. La legge sanziona anche in vari modi tutti i comportamenti e le partecipazioni collegate ai combattimenti tra animali, arrivando a proporre galera per chi pubblica foto o filmati di tali combattimenti, o chi ci scommette sopra.

Inoltre la legge prevede fino a due anni di galera per chi utilizza la pelle, le penne o altre parti di animali da compagnia per realizzare articoli di pelletteria o di abbigliamento, che crescono fino a tre anni se le pelli sono di animali in via di estinzione.

Ma non e’ finita: non meglio specificati “esperimenti illegali” con animali portano a tre anni di galera, e la stessa pena tocca a “chiunque in maniera illecita uccida, catturi o usi per profitto (vendita, esposizione in gabbia, ecc) animali selvaggi in via di estinzione”.

La norma piu’ interessante e’ quella che sanziona con la galera fino a tre mesi (o con una multa) “chiunque, per cattiveria o senza ragione, costringe un animale a fare un servizio, un lavoro o ad intraprendere un comportamento che vada oltre le rispettive caratteristiche etologiche”.

In un paese democratico come l’Albania e’ impensabile che una legge di iniziativa popolare venga rigettata da un parlamento normalmente attento e rispettoso dei bisogni reali del popolo, per di piu’ la sponsorizzazione di un “big” come Tahiri (che ha recentemente ottenuto in Parlamento 80 voti a favore per evitare l’arresto per  narcotraffico) sicuramente attribuisce alla proposta di legge la benedizione di Rilindja, quindi, pur con i  tempi necessari di un parlamento oberato di lavoro per la riforma della giustizia, anche la proposta di legge per i diritti degli animali diventera’ una legge del paese.

Allora, finalmente, il cittadino albanese che non sia stato gia’ arrestato per le altre decine di futili motivi attualmente impugnati dalla polizia (come riallaccio dell’energia elettrica, mancata emissione di scontrino fiscale, piccolo abuso edilizio, vendita dei prodotti del suo orto nelle strade di Tirana, allaccio abusivo alla rete dell’acqua potabile, scavo abusivo di un pozzo, taglio di alberi, e cosi’ via) potra’ sempre essere arrestato se da’ un calcio ad un cane randagio per allontanarlo, se tiene un aquila o un orso nella gabbia del suo ristorante, se porta una giacca con un  colletto di pelliccia (di cui gli esperti del tribunale accerteranno la provenienza), se insegna ad un pappagallo o ad un merlo indiano a chiamare per nome suo figlio, se investe con la macchina un gatto o un cane randagio, oltre ovviamente se uccide a sangue freddo un cane, un gatto, il suo pesce rosso o il suo canarino.

Attenzione poi alle condizioni di vita degli animali domestici, per le quali un solerte poliziotto animalista potrebbe sempre arrestarvi con la pretesa di farvi fare sei mesi di galera se la vostra casa, o il vostro giardino non dovessero dimostrarsi adeguati a non si sa quale parametro igienico.

Restano da chiarire una serie di situazioni previste dalla proposta di legge, ma la cui interpretazione appare assai fumosa, come la questione dei combattimenti tra animali, che non si capisce se comprendano le corse dei cani che vari amici dell’ex ministro propongono nei loro locali di scommesse, o  come la storia degli “esperimenti illeciti”, certamente non definiti da questa legge, e quindi probabilmente demandati ad altra fonte del diritto, se non addirittura al tribunale.

Quello che e’ quasi  certo e’ che non vedremo piu’ gli zingari con l’orso (che spesso trattavano meglio delle loro mogli e dei loro figli), come non vedremo piu’ nessun ufficiale degli alpini tra le rappresentanze militari italiane, che la penna d’aquila del loro glorioso e tradizionale cappello sara’ diventata incompatibile con l’acquisito progresso sociale albanese.

Le donne e i bambini albanesi confidano che questa legge sfondi il muro della violenza domestica e che presto venga applicata anche nelle periferie  del paese, e a quel punto, anche agli esseri umani.