Come la droga mette a rischio la libera circolazione degli albanesi in Europa

exit.al 30 Nëntor 2017, 12:04

Negli scorsi mesi alcuni articoli comparsi sulla stampa olandese hanno lanciato un allarme sul fatto che le attivita’ illegali registrate in Olanda da parte di cittadini albanesi potessero causare la revoca della libera circolazione degli albanesi nei paesi aderenti al Trattato di Shengen.

Nonostante le discutibili smentite dell’ambasciatrice albanese in Olanda il problema sembra essere reale, ed ora emergono alcuni fatti che inducono a pensare che esistano delle motivazioni ragionevoli per cui un gruppo di rappresentanti eletti al Parlamento olande sembra essere intenzionato a chiedere una revisione della norma.

Pare che un ufficio della Polizia olandese abbia chiesto ai provider internet olandesi una verifica di quanti utenti olandesi si siano collegati in un determinato periodo a siti internet in lingua albanese, giusto per comprendere quanti fossero gli albanesi realmente presenti in Olanda.

Mentre il numero di albanesi regolarmente residenti in Olanda sembra essere dell’ordine di grandezza del migliaio (i nati in Albania sembrerebbero essere circa 1.400), gli utenti che hanno consultato una o piu’ volte siti internet in lingua albanese sono stati calcolati in oltre trentamila.

Ovviamente queste trentamila persone possono anche essere studiosi della lingua albanese, oppure ci possono essere dei siti albanesi particolarmente attrattivi anche per i cittadini olandesi, come ci possono essere molti albanesi che nel corso degli anni hanno assunto la cittadinanza olandese e sono sfuggiti al conteggio, ma il numero rilevato sembra dimostrare una presenza anomala di cittadini albanesi in Olanda.

Anche una recente indagine statistica effettuata da Exit.al sulle notizie di stampa italiane collegate agli arresti per traffico di droga in varie citta’ italiane evidenzia che la grande maggioranza degli albanesi arrestati in Italia per spaccio di droga non e’ in possesso di un permesso di soggiorno, ma che soggiorna in Italia irregolarmente, o piu’ semplicemente entra ed esce regolarmente dal paese con una giustificazione turistica, resa possibile dall’ingresso dell’Albania nello Spazio Shengen.

L’utilizzo di giovani incensurati e poco conosciuti, magari ben vestiti ed italofoni, e che entrano in Europa per il periodo consentito dall’ingresso turistico, per gestire le attivita’ di distribuzione all’ingrosso e al dettaglio di droghe di ogni tipo, oltre a rendere possibile un allargamento della base di reclutamento degli spacciatori, sembra essere una vera strategia messa in atto dai capi del narcotraffico per ridurre il rischio vengano individuati dalle forze dell’ordine.

Di questa cosa e’ presumibilmente edotto anche il Ministero degli Interni albanese, il quale, sia pure in grande silenzio, da quando e’ entrato in carica il Ministro Xhafaj ha evidentemente adottato maggiori controlli alle persone in uscita, con particolare attenzione ai giovani maschi, probabilmente per tentare di evitare quella che potrebbe diventare una vera e propria catastrofe politica e un ennesino danno causato dal narcotraffico albanese ai cittadini onesti: l’esclusione dei cittadini albanesi dalla libera circolazione nello Spazio Shengen.