Donald Lu con Edi Rama fino alla fine

exit.al 5 Tetor 2017, 14:01

“Crediamo che è giunto il momento che il Governo albanese dichiara guerra alla criminalità organizzata”.

Questa è stata la dichiarazione dell’Ambasciatore degli Stati Uniti Donald Lu pochi giorni fa nel corso di un discorso presso la Scuola dei Magistrati.

Dopo il discorso i mezzi di comunicazione hanno riferito quanto detto da Lu riguardo lo stato della criminalità in Albania, riguardo la presenza di clan criminali coinvolti nel traffico di droga e coinvolti in reati gravi. La situazione descritta dall’Ambasciatore non è una novità per nessuno, né sono una novità i nomi che ha citato.

Quello che i media non hanno notato è stato il fatto che l’Ambasciatore Lu non ha espresso alcun tipo di critica, diretta o indiretta, verso il Governo o verso il Primo Ministro Edi Rama per quanto riguarda questa situazione. Al contrario, ha indirettamente espresso la sua fiducia verso il Governo Rama per quanto riguarda la lotta contro la criminalità.

La posizione dell’Ambasciatore Lu è chiara: l'Albania si è trasformata in un centro per la criminalità, dove la droga, le armi e le persone sono vittime di questi trafficanti; l’Albania è diventato un Paese dove il denaro viene riciclato grazie ad una corruzione che si muove in maniera incontrollata; dove un signore della droga come Klement Balili non viene arrestato, anche se ricercato dal Governo degli Stati Uniti; dove qualcuno che dovrebbe essere rinchiuso per tutta la vita, come Lulzim Berisha, viene liberato in maniera scandalosa e rimane libero anche quando lo scandalo è stato scoperto; l’Albania è diventato un Paese in cui un criminale come Emiljano Shullazi gestisce il traffico di droga dalla sua cella; l’Albania è diventato un Paese in cui il Parlamento è pieno di criminali, ma niente di tutto questo ha a che fare con Edi Rama o con il suo Governo.

L’Ambasciatore ritiene giusta la teoria secondo la quale un paese può avere la criminalità diffusa e la corruzione, mentre i suoi governanti rimangono incontaminati da tutto questo e sono innocenti; inoltre, ritiene giusta la teoria secondo la quale il Paese può prosperare anche con la presenza della droga e con i criminali liberi di vagare, perché la vera responsabilità di tutto questo è dei pubblici ministeri, dei giudici e di alcuni agenti di polizia non ben definiti, ma di certo non è responsabilità del Primo Ministro.

Nel suo discorso l’Ambasciatore ha, incomprensibilmente, inserito l’omicidio del giudice Fildeze Hafizi sul conto del sistema giudiziario, anche se in realtà il sistema di giustizia aveva condannato l'assassino. E’ stato rilasciato non per colpa della magistratura, ma attraverso una legge di amnistia approvata dal Governo Rama.

Quasi tutto ciò che l’Ambasciatore ha detto (tranne che per i nomi dei tre criminali) sembrava esattamente come la retorica e l'approccio utilizzato anche dal Primo Ministro Rama.

L’Ambasciatore Lu, proprio come il Primo Ministro, nel suo discorso fa costantemente riferimento al popolo albanese. Si è congratulato con il popolo per la rimozione dei criminali dal Parlamento, anche se in realtà Edi Rama ha messo quei criminali in Parlamento e la maggior parte di loro sono stati rimossi grazie alle insistenze dell'opposizione. L’Ambasciatore Lu si è anche congratulato con il popolo per i risultati raggiunti nella battaglia contro la cannabis, un problema che né l’Ambasciatore, né il Primo Ministro hanno menzionato come un problema. Ma ora, improvvisamente, sia lui che il Primo Ministro Rama proclamano le grandi realizzazioni e i progressi compiuti nella lotta contro la cannabis, senza offrire alcuna prova di tale progresso.

In questo modo l'Ambasciatore Lu rafforza la propaganda euforica del Primo Ministro Rama.

E sta funzionando. Proprio come la propaganda sulla riforma giudiziaria.

Durante i suoi primi quattro anni di governo, Edi Rama è riuscito a convincere la maggioranza degli albanesi e degli internazionali che la cosiddetta riforma della giustizia è la salvezza del Paese.

In questo modo egli riesce a concentrare tutta l'attenzione della politica, dei media, dell’opinione pubblica e della comunità internazionale sulla riforma della giustizia, mentre l'Albania è piena di droga, di criminalità e di corruzione.

Ora tutti comprendono che la riforma del sistema giudiziario non porterà alcun cambiamento fondamentale; ora che la realtà della droga in tutto il Paese è chiara a tutti; ora che la corruzione, la cattiva amministrazione e l'assenza di speranza non sono più negate neanche dal Governo, Edi Rama ha iniziato un'altra grande operazione di propaganda: dare la colpa di tutti questi problemi ai burocrati, ai semplici funzionari, dichiarando guerra contro di loro, in nome del popolo.

Come parte di questa campagna di propaganda, Rama ha nelle ultime settimane mirato i suoi attacchi contro i direttori dell’Ufficio del Registro, contro i direttori degli ospedali, contro i funzionari doganali e fiscali, contro gli ispettori, etc.

L’Ambasciatore degli Stati Uniti ora sembra seguire la linea di Rama spiegando la situazione della criminalità nel Paese, come dimostra il suo discorso presso la Scuola di Magistratura, durante il quale ha accusato il sistema giudiziario, gli ufficiali di polizia e i pubblici ministeri, ma non il Governo. L’Ambasciatore Lu si è precipitato a chiedere al Governo di dichiarare guerra anche su questo fronte, per salvare il Paese dai criminali che traggono profitto dal basso livello, per salvare il Paese dagli agenti di polizia incapaci e dagli altri dipendenti.

Al fine di non far passare le sue parole come una critica rivolta al Primo Ministro o al Governo, l’Ambasciatore Lu è andato subito dopo il suo discorso presso l’Ufficio del Ministro degli Interni Fatmir Xhafaj, seguito da una folla di telecamere, che hanno ininterrottamente registrato questo evento importante per la nostra sicurezza nazionale.

La spiegazione è semplice: il trio Lu-Rama-Xhafaj, dopo aver dato all’Albania la storica riforma giudiziaria, ora libererà il popolo albanese dalla criminalità organizzata.

Per l’Ambasciatore Lu questa “guerra” è una naturale prosecuzione della riforma della giustizia, perché, come ha detto nel suo discorso, la criminalità organizzata è “l'altra grande sfida del sistema giudiziario”.

Sembra che l'Ambasciatore Lu, il cui mandato si concluderà nel mese di dicembre (anche se ha chiesto una proroga fino all'estate 2018), sarà al fianco di Edi Rama e del suo modo di governare fino alla fine.