I “predatori sessuali” e altre ipocrisie

exit.al 19 Tetor 2017, 10:03

La storia è nota e gira su tutti i media mondiali. Lui era l’uomo potente che poteva aprire le porte alla carriera e alla fama, loro erano giovani donne, bellissime e determinate ad emergere, ad ogni costo. Lui, forte del suo potere, le prendeva, e loro accettavano, forse schifate ma non abbastanza per dire di no. Tutte, meno quelle il cui rifiuto ha loro negato l’accesso alla carriera e causato l’oblio. E tutti sapevano, sottovoce, ma lui finanziava carriere politiche, era amico di tutti i radical chic, e tutti facevano finta di niente.

Poi una non ha gradito il trattamento e ha denunciato, e una dopo l’altra, tutte quelle che avevano taciuto (e incassato i benefici) hanno fatto il loro outing cercando di atteggiarsi a vittime.

Grande scandalo, e tutti a commentare le ingrate mignotte, a condannare il loro silenzio di allora o la loro denuncia di oggi, mentre il giudizio per lui viene sempre temperato dal timore reverenziale, dove il termine più usato, “predatore” include quella giustificazione biologica da sempre giustamente condannata dalle donne, e non riesce ad essere sinonimo dei più adatti e veritieri “porco” e “maniaco”.

Anche in Albania abbiamo le nostre storie, ministri e sindaci di ogni partito sono stati denunciati dai media con grande clamore e distrutti politicamente, mentre gli altri spesso continuavano a fare le stesse cose, trovando arriviste consenzienti più che vergini inflessibili. Anche oggi abbiamo prrsonaggi di assoluto vertice che apertamente “sondano” il personale dei loro uffici, irriguardosi della dignità altrui ma protetti da un ipocrita silenzio di tutta la società circostante, e da un uso ipocrita del linguaggio: da predatore a ladro la distanza è breve, e lo stesso da predatore a stupratore.

Tutti sanno, ma fingono di non sapere, poi, se la cosa dovesse diventare pubblica ed innegabile, tutti si strapperanno le vesti e diranno che lo sapevano, che lo avevano capito, ma non avevano le prove.

E questo non succede solo per fugaci accoppiamenti sulle scrivanie degli uffici, forse non del tutto consenzienti, ma anche per una serie di crimini diffusi che costituiscono una vera piaga sociale.

Tutti sanno da dove vengono i soldi di alcuni proprietari di grandi media, o di altri grandi imprenditori, o che cosa facevano in Italia, o in Austria, o in Grecia, o in Spagna, o in Germania tanti nomi noti del jet set albanese, quanto consumino cocaina tanti nomi di spicco, quanto costino certi giudici e che mestiere facciano realmente certi imprenditori di grande successo.

Tutti sanno, ma approfittano e fingono di non sapere, e frequentano, fanno affari, omaggiano, e forse pure invidiano, una quantità di persone evidentemente e risaputamente esecrabili ed infrequentabili.

Poi, quando scoppierà, si dichiareranno vittime degli eventi, affranti dal dolore e sconvolti dalle rivelazioni.

Ipocriti funzionali al potere costituito, metastasi del tumore che affligge la nostra società.