Un gruppo abbastanza nutrito di cittadini ha voluto manifestare la propria solidarieta’ all’ex ministro degli interni Saimir Tahiri attendendolo sotto casa per ore per poi acclamarlo al suo arrivo. Il fatto che la Procura abbia ritenuto di chiederne l’arresto per traffico di stupefacenti come partecipante ad un gruppo strutturato criminale (definizione internazionale per l’associazione mafiosa) non sembra abbia loro causato qualche dubbio.
Il fatto che l’ex ministro mentre era in carica sia stato in frequente contatto e compagnia con i suoi, sia pur lontani, cugini che esportavano marjuana e kalashnikov alle famiglie mafiose siciliane, il fatto che abbia iniziato il suo ministero con una lotta ai giochi d’azzardo finita in una bolla molto confusa, il fatto che abbia venduto una macchina di lusso senza dichiararlo per aggirare i sequestri di legge sui suoi conti personali,il fatto che tutto il paese riconosca che la sua Polizia si e’ diffusamente coinvolta, senza sue reazioni, con i narcotrafficanti, il fatto che abbia fatto arrestare centinaia di persone che avevano problemi con l’energia elettrica, o con le tasse, o con una piccola costruzione non autorizzata, o il fatto che durante il suo mandato l’Albania sia arrivata sui giornali di tutto il mondo per le sue esportazioni di marjuana, non contano nulla, e anche questi non generano dubbi.
Edi Rama lo aveva definito il Ministro degli Interni migliore della Storia albanese, e questo rimane nei cuori dei suoi sostenitori, tutti tranquillamente disposti a giurare che si tratta solo di una manovra politica per destituire il governo; niente di serio, insomma.
In definitiva le accuse arrivano da un ricercato, diceva Rama parlando di Zagani, e ripete oggi il successore Xhafaj, almeno lui sinceramente solidale in quanto a disgrazie familiari.
Anche la sedicente opposizione congiunta, cioe’ gli esclusi dal potere, non sembrano tanto scioccati dalle rivelazioni, piuttosto sono felici per la richiesta di arresto che offre loro la possibilita’ di lamentare nei talk show che il vero problema e’ come i soldi della droga di Tahiri siano serviti per comperare i voti.
Perche’ questo e’ il problema sia dei simpatizzanti del governo che hanno manifestato sotto casa di Tahiri, come e’ il problema dei rappresentanti delle sedicenti opposizioni: il potere, non la droga, non la criminalita’.
L’ex ministro non e’ indegno per altro, ma solo per aver comprato i voti per sottrarre a loro il potere.
E’ il ritratto di una societa’ ormai completamente assuefatta e resa insensibile a qualsiasi stimolo, che non avverte dolore per essere costretta a consegnare ai propri figli e nipoti un futuro da puttane o da drogati, non avverte dolore per aver costruito un mondo basato solo sul crimine, sulla violenza, sulla sopraffazione, sulla lotta per un potere mafioso e senza progetto, per un mondo senza futuro e senza dignita’.
E’ il ritratto di nuovi “cittadini” privi di ogni regola, addestrati ad ogni sopruso, motivati da avidita’ incontenibile, insensibili ad ogni pulsione amorosa, senza rispetto, senza dignita’.
E’ l’uomo nuovo: non c’era riuscito il comunismo, ma ci e’ arrivata la transizione.
