Il dossier della Polizia, depositato presso il Tribunale di Catania, circa le attività criminali di Moisi Habilaj e degli altri criminali albanesi e italiani contiene diversi riferimenti a Saimir Tahiri, fornendo una visione rivelatrice di come l'ex Ministro degli Interni ha tratto profitto dal traffico di droga realizzato dai fratelli Habilaj, e di come ha utilizzato questi profitti per la campagna elettorale del Partito Socialista nel 2013.
12 dicembre 2013
La prima conversazione intercettata dalla polizia italiana è stata registrata in una Fiat Bravo, tra Moisi Habilaj e Sabaudian (Sabi) Celaj:
“I due parlano di un uomo potente chiamato “Sajmir Tahiri (deputato in Albania)”, un politico. Moisi dice che ha più di noi. Sabi risponde che Saimir ha solo il nome (nel senso di fama, posizione), ma non credo che ha più soldi di loro. Moisi calcola che Saimir in un mese ha fatto almeno 5 milioni di euro. Moisi dice che nemmeno 20 milioni sono sufficienti per lui in una campagna elettorale.
Sabi dice che lui detto che per suo nipote 10 mila euro al mese sono sufficienti per “il lavoro” che fa e aggiunge “che ci sarebbe servito ... ma questo è un cattivo ragazzo”. Moisi gli dice che non gli importa se è un cattivo ragazzo. Sabi gli dice che la cosa importante è che lui non fa domande e non diventa conosciuto, e che la cosa importante è che non diventi noto che ha dato soldi a lui. Moisi risponde di no e non crede che accadrà. Sabi temeva che il nipote avrebbe parlato ad altri del ragazzo che ha dato i soldi a lui (riferendosi a Saimir)”.
16 dicembre 2013
Un'altra conversazione intercettata tra Habilaj e Celaj nella Fiat Bravo:
“Moisi entra nella macchina e dice a Sabi che ha comprato un bracciale per la moglie di Saimir e uno per la madre. Sabi gli chiede quanto costano.
Moisi: Abbastanza.
Sabi: 1000 euro?
Moisi: Quanto?
Sabi: 2000 ...
[...]
S: 500?
M: 700 ... cazzo ... 10.000 Lek senza 1.000 Lek (egli intende 9000 euro)
S: Hai portato questo in totale?
M: Ho portato 20
S: 10 in totale, che cosa?
M: 2 braccialetti
S: 2.000 euro?
M: 9.000 euro ... sono stati 18 (18.000 euro) e hanno tagliato la metà
S: Hai dato loro denaro in mano?
M: Sì
3 marzo 2014
Un'altra conversazione intercettata tra Habilaj e Celaj:
“Inoltre, durante le loro conversazioni riguardo i loro debiti in Albania, Habilaj e Celaj ancora una volta fanno riferimento esplicitamente ad alcune somme dovute a un certo Saimir, probabilmente riferendosi al suo cugino Saimir Bashkim Tahiri, Ministro degli Interni della Repubblica di Albania.
Habilaj: pensa … a parte i debiti che abbiamo ... abbiamo 75 mila Lek (75.000,00 €) ... che sono dovuti automaticamente ... 30 dello “zio” ... 30 li devo portare a “Saimir” ... che fa 60 ... e 15 della barca … che è 75 mila Lek ... poi 100 che sono ... 72 sono del ragazzo di Fier ... 20 di Arsen ... 170.000 Lek!”
Nella relazione c’è una nota sul nome di Tahiri: “Ricordiamo che Habilaj e Celaj erano venuti in Sicilia con un Audi A8 con il numero di targa AA003GB registrata a nome di Saimir Bashkim Tahiri, come detto il Ministro degli Interni della Repubblica di Albania”.
In una conferenza stampa, Tahiri ha sostenuto che Habilaj e Celaj avevano solo menzionato il suo nome per usarlo come vanto:
“Naturalmente ci sono tantissimi criminali che utilizzano i nomi di politici o di ministri come vanto, al fine di aumentare i profitti. Non sono né il primo né l’ultimo”.

