I continui cambiamenti di Rama nei confronti di Meta

exit.al 16 Qershor 2017, 21:06

L’obiettivo principale del Primo Ministro Edi Rama, durante questa campagna elettorale, è quello di dare la colpa a LSI e a Ilir Meta per tutti gli errori che sono stati fatti durante questi 4 anni di Governo.

Questa è, in realtà, una svolta di 180 gradi rispetto alla sua posizione di inizio mandato. Quattro anni fa Edi Rama si è unito con Ilir Meta per formare un Governo, considerando questa come l'unica possibilità per andare al potere.

“Dobbiamo pensare che l’arrivo di LSI nella coalizione non è la fine, ma il naturale proseguimento di una nuova storia che è iniziata con il progetto di un Rinascimento albanese. Personalmente credo che LSI non ostacola questo progetto, in quanto ritengo che da questa unione nascerà un buon Governo per il futuro”.

Il giorno dopo ha scritto un articolo di opinione sulla coalizione PS-LSI e sul 21 gennaio:

“Chi non vuole tradire il 21 gennaio non deve annegare nel bicchiere vuoto di moralismi illogici circa l'unione di PS e LSI”.

Fino a pochi mesi fa Rama ha elogiato la sua coalizione con LSI, nella speranza che il partito si sarebbe unito a lui in una nuova coalizione elettorale. Il 26 dicembre 2016 Rama ha dichiarato:

“Tutte queste riforme non le avremmo fatte se non ci fosse stata questa coalizione. L'Albania non sarebbe diventata uno Stato se non ci fosse stata una coalizione. Sono sicuro che, nonostante tutto, andremo avanti insieme e tutti devono capire che si tratta di un’alleanza strategica”.

Il 2 aprile 2017, davanti all'Assemblea elettorale del Partito Socialista:

“Abbiamo fatto riforme che in 25 anni nessuno ha fatto. Le abbiamo fatte grazie ad un'alleanza che aveva la forza di 84 voti. Quelli sono più importanti delle differenze”.

Tutto questo per sottolineare i molteplici cambiamenti di Rama nei confronti di LSI. Il 7 giugno, per esempio, Rama a Valona ha dichiarato:

“I loro interessi sono di piccole dimensioni. Vogliono solo soddisfare i loro obiettivi di partito. I piccoli partiti non sono una garanzia per la democrazia.

I due grandi partiti, PS e PD, sono diventati ostaggi dei piccoli partiti. Che rapporto ha questo con la democrazia, con lo Stato?”