La Bosnia-Erzegovina, le regioni di lingua albanese in Serbia, la Macedonia, il Kosovo e l’Albania sono le zone più calde per lo sviluppo, la radicalizzazione e il reclutamento di combattenti per le organizzazioni terroristiche. Questo è quanto riferisce l’Europol nella sua relazione annuale sulla situazione e sullo sviluppo delle attività terroristiche in 28 paesi europei.
Il rapporto, tra le altre cose, riferisce che:
“La regione dei Balcani occidentali è un canale noto e ben organizzato dove reclutare combattenti per l’ISIS.
Più di 800 stranieri combattenti, provengono da questi paesi.
I combattenti rientrati nei propri paesi dei Balcani Occidentali, possono attraversare i confini nazionali e trasformarsi in una grave minaccia per la Regione.
Nel novembre 2016 le autorità dell’Albania, del Kosovo e della Macedonia, hanno impedito due attacchi terroristici pianificati nel loro territorio. La polizia ha arrestato 19 persone in Kosovo e sei in Albania e Macedonia.
Nei Balcani occidentali ci sono tre tipi di minacce. La prima minaccia è quella del terrorismo su base religiosa; la seconda minaccia è quella del terrorismo etnico-nazionalista e separatista; la terza minaccia è quella dei terroristi di destra e anarchici”.
