Il premier Rama, in un acceso dibattito in Parlamento, invece di affrontare il problema posto dall’opposizione, come suo solito, ha scelto di buttarla sulle battute, arte nella quale ha finora mostrato qualita’ migliori che nelle altre in cui si e’ cimentato e, usando una tecnica gia’ testata nei giorni scorsi, ha controaccusato il capo del Partito Democratico di essere lui l’amico degli imprenditori che secondo lo stesso Basha riciclerebbero i soldi grazie al criticato progetto “One Billion Project”.
Ma se, ancora una volta, il trucco del citare una serie di nomi di imprenditori, una volta vicini al PD e oggi candidati investitori di cifre ingiustificate nei progetti infrastrutturali di Rama, ha creato un qualche imbarazzo in Lulzim Basha, rimasto di fatto senza una risposta adeguata, il gioco delle battute non deve trarre in inganno il cittadino sulla questione riciclaggio.
Rama puo’ ridurre tutto in ridicolo, puo’ imbarazzare Basha citandogli alcuni suoi ex sostenitori, puo’ confondere i cittadini confondendo appalti finanziati e concessioni in PPP da finanziare, puo’ ordinare ai suoi sottomessi uffici di non vedere, di non procedere alle segnalazioni, puo’ anche a maggioranza fare una legge che facilita il riciclaggio di denaro sporco, ma non puo’ in nessun caso continuare a pensare che i problemi veri si possano risolvere con le battute o con la sola propaganda.
E il riciclaggio e’ un problema vero, e nelle misure in cui si sta verificando in Albania e’ anche un problema grandissimo, perche’ la presenza di una grande quantita’ di denaro da riciclare finisce per provocare la nascita e la prosperita’ temporanea di una serie di business in perdita, facendo al contempo fallire i business che non riciclano.
A nulla vale “vincere” gli scontri verbali in un Parlamento che nemmeno comprende quale rischio sistemico stia provocando il denaro sporco in Albania, a nulla vale la conta di chi sono gli amici, e di chi sono gli sponsor, il problema vero e’ che il riciclaggio del denaro uccide l’economia normale, e una volta terminato il processo di pulizia o di reinvestimento, lascia un mercato di macerie e di cadaveri aziendali.
Quello che sorprende nelle risposte di Rama e’ la tranquilla, o forse cercata, confusione che Rama fa tra un appalto finanziato da fondi pubblici e un investimento infrastrutturale che invece dovrebbe essere finanziato da fondi privati, i quali evidentemente potrebbero essere di origine dubbia.
Il fatto che una o piu’ imprese abbiano vinto gare d’appalto per realizzare opere finanziate dallo stato, nel periodo di Basha o in quello di Rama non fa differenza, nulla ha a che vedere con il riciclaggio, ma al massimo ha a che fare con l’appartenza politica (non necessariamente stabile), mentre e’ evidente a tutti che la disponibilita’ di enormi cifre da investire in infrastrutture a lunghissimo ripagamento costituisce, questo si, un vero segnale di rischio riciclaggio.
Infine dovrebbe essere compito di un governo normale stabilire delle condizioni serie e legali per le imprese di qualsiasi legame politico, quindi ha poca importanza che il potenziale riciclatore sia di un determinato colore politico o di un altro, mentre invece e’ purtroppo determinate per il successo economico di una impresa che vuole fare grandi investimenti (anche, ma non solo, in concessione), nelle condizioni che si stanno creando in Albania, che questa abbia accesso ad abbondanti capitali da riciclare, senza i quali non potrebbe nemmeno piu’ lavorare.
Il dibattito su criminalita’ e riciclaggio costituisce probabilmente finora l’unico vero contributo positivo di Basha al dibattito politico albanese, ma non sembra proprio che Rama sia disposto ad accettare seriamente la discussione, preferendo le battute e le prestazioni da gladiatore della retorica. Resta da capire se quella di Rama sia una reazione istitntiva e infantile, figlia dell’ignoranza, o piuttosto una determinata volonta’ di sviare il dibattito, avendo scelto deliberatamente una strada totalmente irresponsabile che porta al disastro sociale ed economico.
Nel primo caso sarebbe solo da sculacciare come un bambino piccolo, nel secondo sarebbe materia da tribunali penali internazionali.
