Pochi giorni or sono, l’Autorità delle Comunicazione Publiche e delle Poste (AKEP) ha dato l’ordinedi bloccare la pagina satirica “kryeministri.com” (simile a quella ufficiale “kryeministria.al”).
nella mail publicata da lapsi.com, AKEP ha ordinato la chiusura immediata della pagina internet, la quale pubblicava messaggi satirici sul Premier: la pagina contiene infatti alcune “offerte di lavoro” compreso una per la posizione di “Ministro dei Lavori Sporchi”
L’annuncio specifica alcuni criteri che deve possedere il candidato, come essere “cittadino albanese, legato al mondo del crimine, preferibilmente attraverso la famiglia, ex membro del Partito Comunista, rinato come Socialista, (...)avere la patente per guidare l’Audi”.
Il profilo si riferisce alle scelte di Edi Rama per i Ministri degli Interni: prima l’ex Ministro Tahiri attualmente in attesa di giudizio per corruzione e partecipazione a organizzazione criminale, adesso il Ministro attuale dell’Interno Fatmir Xhafaj, il quale si trova coinvolto in un caso sospetto riguardo al fratello, narcotrafficante condannato in Italia per traffico di droga, il quale non è stato estradato in Italia grazie alla protezione di Xhafaj. Xhafaj, inoltre è stato un ex investigatore e procuratore durante il comunismo.
Nella sua mail AKEP giustifica il blocco della pagina con l’articolo 15 della legge 9918 “Per la comunicazione elettronica nella Repubblica Albanese”.
L’articolo 15 parla delle “ Condizioni Generali” specificando che AKEP ha l’autorità, tra le altre cose, di impostare condizioni per (e)”rispettare la limitazione del rapporto con contenuti illegali o dannosi, secondo la legislazione in vigore; (...) (d) il dovere di consentire l’accesso.”
La dichiarazione fatta nella pagina Kryeministri.com chiaramente rientra nella libertà di espressione, e la pagina non fa appello per commettere un atto illecito. L’unica cosa che fa è di ironizzare su crimine corruzione che hanno invaso il governo Rama.
Anche se si tratta di un piccolo incidente, il blocco della pagina è un esempio della crescita dall’atteggiamento ostile del governo contro la libertà di espressione della stampa.
Pochi giorni prima il Premier Rama aveva attaccato direttamente la giornalista Ambrosia Meta durante una conferenza di stampa, accusandola di “propaganda” e di comportamento “non etico” dopo che lei aveva posto una domanda riguardo alle scelte del Premier per la posizione del Ministro dell’Interno.
