Una sinossi del discorso programmatico “di più con meno” del nostro leader Edi Rama

exit.al 25 Gusht 2017, 19:58

Continuando la sua serie di incontri per cercare di dare le responsabilità ai suoi dipendenti, in nome del popolo, ieri il Capo del Governo Edi Rama ha svolto a Tirana un incontro speciale con gli ambasciatori albanesi in tutto il mondo.

In questo incontro, il leader ha tenuto un lungo discorso programmatico a proposito della diplomazia economica e della sua grande importanza per il nostro piccolo ma fiero Paese. Ha annunciato l'inizio di una nuova epoca per la diplomazia albanese, che è stata trascurata per quasi tre decenni.

Fin dall'inizio del suo discorso il leader ha ammonito gli ambasciatori sull'importanza e sulle grandi difficoltà inerenti al tema della diplomazia economica:

“Questo è senza dubbio un argomento con problemi piuttosto complessi, che richiede una profonda riflessione, uno screening dettagliato di prospettive e pensieri, un progetto completo e un piano programmato e ben articolato di azioni e misure”.

Il leader ha severamente criticato gli ambasciatori, definendoli “ottusi”, in particolare per la debole performance nel saper diffondere e propagandare i successi e i grandi cambiamenti dell’Albania sotto la sua guida. In merito a questo ha dichiarato:

“Come è possibile che siete stati così ottusi e non avete sentito l'urgenza della necessità di trovare i meccanismi necessari, per costruire le piattaforme, delineare i percorsi necessari, in modo che la nostra realtà viene propagandata e vengono raccontati i nostri successi”.

Il leader ha dichiarato che la debole performance degli ambasciatori è il risultato di una vecchia mentalità:

“Dal mio punto di vista questo tipo di procedura è il risultato di una vecchia mentalità; sembra che siamo ai tempi in cui questo Paese era isolato. Abbiamo bisogno di una grande rivoluzione attraverso un nuovo approccio, un impegno molto più dinamico. Non abbiamo semplicemente bisogno di una rappresentazione formale del Paese al di fuori dei suoi confini. Abbiamo bisogno di creatività e pragmatismo, qualità, che per 1001 motivi, oggi sonnecchia o è del tutto assente.

Domandatevi quanto non è stato fatto, quanto ciascuno di voi può fare per un piccolo Paese come l'Albania in cambiamento continuo, ma anche con le sue esigenze molto varie e urgenti, con una preoccupazione indicibile per recuperare il tempo perduto. La diplomazia classica, come possiamo definirla, per me non è nemmeno classica, ma semplicemente atavica. Non possiamo accontentarci, di certo non per altri quattro anni, né per altri quattro mesi”.

Il leader ha sottolineato che la responsabilità per la debole performance degli ambasciatori è ancora più grande nel periodo in cui il capitalismo sta attraversando una grande crisi ed è ancora più grave in un mondo che si trova ad affrontare grandi rischi:

“Io voglio che oggi mi ascoltate, perché i tempi intorno a noi sono cambiati radicalmente, la geopolitica ha accelerato e accelera tutti i giorni, il continente che abitiamo è turbato. La globalizzazione ha portato alla rottura degli equilibri, accelerando l’instaurazione di equilibri nuovi e spesso apparentemente minacciosi”.

Di fronte a queste difficoltà globali, il leader ha consigliato agli ambasciatori di abbracciare una nuova mentalità e consapevolezza per implementare, insieme con il Governo, i suoi insegnamenti nel campo della diplomazia economica.

Il leader non ha mancato di sottolineare agli ambasciatori il fatto che loro devono essere responsabili verso il popolo, scoprendo anche il carattere dialettico di questa responsabilità, che oggi è più grande di ieri e domani sarà ancora più grande:

“La trasformazione che si è intrapresa è epocale, ma il baratro con cui dobbiamo avere a che fare è terribile e di conseguenza sono terribili anche le responsabilità di chi è pagato dai contribuenti di oggi. Le mie responsabilità, le responsabilità degli alti rappresentanti politici, le vostre responsabilità come alti rappresentanti dello Stato, al di fuori della patria, oggi sono più grandi rispetto a ieri, e domani saranno ancora maggiori rispetto ad oggi”.

In un momento brillante, il leader ha dato agli ambasciatori il motto per il loro lavoro, cioè “di più con meno”:

“L’intero Governo, a cominciare dal nuovo Governo, sarà basato sul principio “di più con meno”. Questo principio varrà anche per questo ministero e per le nostre ambasciate e i nostri consolati”.

Infine, il leader ha detto che gli ambasciatori devono relazionare per iscritto a lui, per adempiere agli insegnamenti e ai doveri decisi oggi per loro (anche se ad eccezione di parole vuote, il leader non è riuscito ad articolare una sola visione, una sola idea, un solo concetto o una sola strategia riguardante le questioni attuali):

“Vi richiedo e attendo ogni tre mesi una dettagliata relazione da parte di ogni ambasciata, gli sforzi che sono stati fatti, le attività che sono state organizzate, o sono in preparazione, nel quadro ampio e prolungato delle relazioni economiche e commerciali. E come e quanto queste si sono riflesse nel volume degli scambi, per quanto riguarda le opportunità per le imprese e gli investimenti, nella qualità dei contatti e delle relazioni politiche, economiche e commerciali a tutti i livelli. I contatti con gli imprenditori, con le camere di commercio, con gli operatori turistici, devono rappresentare la massima priorità nella vostra agenda”.