Iniziato il processo contro diciassette tra giornalisti e redattori del giornale turco d’opposizione Cumhuriyet per aver sostenuto le organizzazioni terroristiche. Se saranno condannati, rischieranno fino a 43 anni di carcere. Molti di loro sono rimasti in custodia cautelare per più di 9 mesi.
I giornalisti sono stati arrestati in seguito al fallito colpo di stato militare contro il regime del Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, avvenuto nel mese di luglio 2016. Il Governo li accusa di aver cospirato con l'organizzazione del religioso musulmano Fetullah Gülen, che è accusato di essere l'organizzatore del colpo di stato.
In totale il Presidente Erdoğan ha decretato la chiusura di 160 tra media e giornali, mentre più di 150 giornalisti sono stati arrestati. La maggioranza di loro sono accusati di terrorismo o di collaborazione con le organizzazioni terroristiche.
La Turchia è attualmente il Paese con il più alto numero di giornalisti imprigionati, anche se lo stato turco nega tutto questo. In un'intervista alla BBC, il Presidente Erdogan ha affermato che c'erano solo 2 giornalisti imprigionati nel Paese, affermando che “gli altri sono terroristi o possessori di armi illegali”.
Lo “stato di emergenza” dichiarato dal Governo del Presidente Erdoğan gli permette di governare per decreto, senza l'approvazione del Parlamento.
Finora i decreti del Presidente Erdogan hanno portato in carcere più di 40.000 persone, mentre 140.000 dipendenti pubblici sono stati licenziati e 1.500 organizzazioni non governative sono state vietate.
