Una notizia insolita e’ stata ripresa senza tanti commenti dai media albanesi: il Primo ministro Rama, scocciato dal poco impegno dei parlamentari socialisti nei loro collegi elettorali, avrebbe ordinato che ognuno di loro prima di recarsi all’estero debba chiedere il permesso al capogruppo parlamentare Gramoz Ruci. Alle numerose uscite dei media non ha fatto riscontro nessuna smentita dal Partito Socialista.
Il Primo Ministro, che negli ultimi giorni ha effettuato alcuni incontri con la popolazione in varie localita’ remote del paese durante i quali ha ricevuto anche numerose lamentele, sembra aver avvertito uno scontento nella base elettorale ed evidentemente comincia a organizzare le contromisure politiche.
A valutare dal provvedimento “disciplinare”, sembra che il Premier attribuisca la responsabilita’ dell’incerto gradimento per l’azione di governo ai suoi collaboratori politici e ai deputati socialisti.
Il tipo di contromisura adottata da Rama dimostra molta poca considerazione per il senso di responsabilita’ e la capacita’ di autogestione dei suoi deputati, di fatto trattati come se fossero dei bambini piccoli.
In realta’ il provvedimento sembra voler copiare le misure tipiche del periodo comunista, soprattutto sembra volerne copiare il metodo di scaricare la responsabilita’ verso i gregari, per tenere indenne la guida del partito, che non poteva allora, e non puo’ oggi, in alcun modo essere messa in discussione.
Quello che Rama non sembra tenere in considerazione e’ che Il Partito (quello unico) non c’e’ piu’, e che i tempi (e gli strumenti di comunicazione) sono cambiati parecchio e, nonostante il deserto informativo creato dai media asserviti al potere e la strenua propaganda sostenuta dal governo, anche l’elettorato albanese comincia a farsi i conti in tasca e a valutare l’azione del governo sulla base di quanto tocca con mano, quindi la propaganda, e il conseguente teorema della “insostituibilita’ della guida”, non funzionano piu’.
E soprattutto non puo’ funzionare (come infatti non ha funzionato neanche in passato) un modello in cui un capo che non ha delegato nulla non porta nessuna responsabilita’, mentre i suoi sottoposti, da lui stesso nominati, hanno tutte le colpe.
Infatti i deputati non sono stati scelti dalla base socialista, sono invece stati nominati personalmente da Rama, spesso creando molto malcontento presso la base del partito, e allo stesso modo sono state scelte le politiche pubbliche messe in atto dal governo in questi anni, con i risultati che gli elettori vedono e toccano ogni giorno.
E se la prossima campagna elettorale del Partito Socialista e’ affidata ai deputati, per i quali il premier stesso ritiene di doverne controllare i movimenti fino ad autorizzarne i singoli viaggi all’estero, possiamo facilmente ipotizzare che la campagna elettorale in arrivo presentera’ molte difficolta’.
Rimane da chiedersi se questo approccio di Rama sia frutto di una precisa strategia politica o sia invece solo la dimostrazione evidente che l’autoreferenzialita’, oltre un certo limite, produce un irreparabile scostamento dalla realta’.
