Dal 15 dicembre 2010 gli albanesi possono viaggiare senza visto in tutti i Paesi dell’area Schengen. Ciò significa che tutti i cittadini albanesi con un passaporto biometrico possono rimanere nei Paesi dell'UE per un periodo massimo di 90 giorni entro un periodo di 180 giorni.
Nell'ambito della legislazione europea, questa esenzione dall'obbligo del visto è stata realizzata attraverso la modifica del Regolamento CE n. 539/2001 del 15 marzo 2001. Nel nuovo Regolamento UE n. 1091/2010 l’Albania è stata inserita tra i Paesi terzi che sono esenti dall’obbligo del visto.
La Polizia olandese, recentemente, ha sostenuto che, in risposta al forte aumento della criminalità perpetrata dai cittadini albanesi nei Paesi Bassi, bisognerebbe sospendere o revocare la liberalizzazione dei visti per i cittadini albanesi.
L'opposizione ha immediatamente risposto a questa notizia con l'ex Presidente Bujar Nishani che ha avvertito che i regolamenti dell'Unione Europea permettono ai Paesi Bassi di avviare la sospensione dell'esenzione dal visto. In un tweet il Ministro degli Esteri albanese ha attaccato l’opposizione.
Tuttavia, la questione è se l'argomento della Polizia olandese è una ragione sufficiente nel quadro giuridico dell’UE per sospendere la liberalizzazione dei visti per i cittadini albanesi.
Il meccanismo di sospensione degli accordi di liberalizzazione dei visti è regolato dal Regolamento CE n. 1289/2013. Secondo questo regolamento, l'esenzione dall'obbligo del visto per un Paese terzo può essere temporaneamente sospesa “in una situazione di emergenza”. Una tale situazione può verificarsi a causa di un improvviso aumento di immigrati irregolari, a causa delle richieste di asilo o a causa di domande di riammissione respinte.
Ai sensi del Regolamento n. 1289/2013, gli Stati membri devono chiedere alla Commissione Europea di sospendere l'esenzione dal visto. In altre parole, i singoli Stati membri non possono automaticamente e autonomamente reintegrare il regime dei visti.
Già questo dovrebbe causare un po' di preoccupazione nel Governo albanese, nel senso che gli albanesi sono stati il più grande gruppo di immigrati illegali nell'UE nel 2016. Lo scorso anno 42.600 albanesi, il 20% del numero totale di immigrati clandestini, sono stati rimpatriati. L’immigrazione clandestina albanese rimane quindi un grande problema per l'intera UE.
Tuttavia, il 27 febbraio 2017 il Consiglio Europeo ha rivisto il meccanismo di sospensione degli accordi di liberalizzazione dei visti, tra cui quello con l'Albania. Questo emendamento consente alla Commissione Europea o alla maggioranza semplice degli Stati membri di sospendere la liberalizzazione dei visti. Se la maggioranza semplice ne fa richiesta, la Commissione Europea deve immediatamente sospendere temporaneamente l'esenzione dal visto per 9 mesi, durante i quali la Commissione Europea può negoziare con il Paese terzo per giungere ad una soluzione. Se non si trova tale soluzione, la sospensione viene estesa a 18 mesi.
L'emendamento ha anche esteso le “cause di sospensione”, tra cui “la diminuzione della cooperazione in materia di riammissione, l’aumento sostanziale del tasso di rifiuto delle domande di riammissione, anche per i cittadini di Paesi terzi in transito, e il sostanziale aumento del rischio per la sicurezza interna degli Stati membri”.
Inoltre, l'emendamento prevede un “meccanismo di controllo”, “con lo scopo di garantire che i Paesi terzi che hanno ottenuto l'esenzione dal visto, a seguito di un dialogo sulla liberalizzazione dei visti, continuano a soddisfare i criteri che sono stati la base per la concessione dello status di esenzione dal visto”.
Che cosa significa questo emendamento in relazione alla nota olandese?
In primo luogo, le ragioni per cui si propone di revocare l'esenzione dal visto per gli albanesi sono l'aumento della criminalità albanese. Ciò si adatterebbe ai motivi aggiunti recentemente come causa di sospensione, che includono il rischio per la sicurezza interna.
In secondo luogo, già da diversi anni, l'immigrazione clandestina dall'Albania verso l'UE è un grosso problema, le cui radici sono poco affrontate dal Governo albanese.
Se il nuovo Governo olandese, che è attualmente ancora in formazione, decide di adottare la raccomandazione della Polizia e cerca alleati negli altri Paesi dell’UE, la Commissione Europea è costretta ad adottare la sospensione dei visti per 9 mesi, ed è costretta ad avviare i negoziati con il Governo albanese.
Molto dipenderà da quale partito finirà per ottenere il ministero olandese della Giustizia e Sicurezza e molto dipenderà dalla volontà del Governo di fare il “lavoro sporco” per gli altri Paesi dell'Unione Europea.
