Per quanto tempo la UE resterà in silenzio sulla “riforma amministrativa” di Rama?

exit.al 13 Korrik 2017, 20:37

Solo due settimane fa l’Ambasciatore della UE Romana Vlahutin ha per la prima volta parlato pubblicamente delle “cinque priorità chiave” che sono necessarie per l'apertura dei negoziati di adesione alla UE.

Ieri il Commissario per l’Allargamento Johannes Hahn ha dichiarato che i negoziati di adesione per il momento si terranno solo con la Serbia e il Montenegro, mentre gli altri Paesi (tra cui l’Albania) devono aspettare. E oggi, l’eurodeputato McAllister ha detto che i negoziati di adesione con la UE non inizieranno prima del 2018.

La legittimità del nuovo Governo Rama è bassa. Anche se ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento, il PS ha preso pochi voti in più rispetto al 2013. Quindi il Primo Ministro Rama ha deciso di unire la priorità della UE di una “riforma amministrativa”, con un tentativo di ristabilire la sua legittimità direttamente sulla gente comune. Questa è stata la nascita della sua strategia post-elettorale di “co-governo diretto con la gente”.

Come Fatos Lubonja ha scritto ieri, il “co-governo diretto con la gente” è un attacco contro la burocrazia, le istituzioni statali e lo stato di diritto in Albania, al servizio dell’infallibilità del leader supremo. Lui ci parla di questa strategia confrontandola con la rivoluzione culturale cinese di Mao e con la rivoluzione culturale e ideologica albanese di Hoxha.

Il Primo Ministro Rama ha pubblicato ieri sera il primo manifesto pubblico della sua “piattaforma di co-governo”: una lista nera di circa un centinaio di dipendenti pubblici che si sono comportati male nei confronti della gente comune. In effetti, quando la gente comune parla, la burocrazia resta in silenzio.

Come Lubonja argomenta:

“Chi pensa che Edi Rama ha bisogno di ascoltare le lamentele e le critiche della gente per migliorare il suo lavoro, si sbaglia. Questo governo diretto con la gente, bypassando le istituzioni, è qualcosa di completamente diverso dal buon governo; è proprio la peggiore forma di malgoverno”.