Non e’ l’aumento del prezzo la soluzione del problema dell’acqua

exit.al 26 Korrik 2017, 14:00

Il dibattito sul prezzo dell’acqua a Tirana continua ad occupare i discorsi dei cittadini.

Da un lato il Sindaco Veliaj e la sua squadra di portavoce continua a dire che alzando il prezzo di vendita UKT potra’ raccogliere i fondi che le servono per fare gli investimenti necessari per dare ai cittadini di Tirana l’acqua 24 ore al giorno.

Dall’altro un numero sempre crescente di persone che comprende come questo ragionamento nasconda altre verita’ che il Sindaco e la sua squadra proprio non vogliono rivelare.

Exit e’ riuscita ad avere copia dei bilanci degli ultimi anni di UKT, e la realta’ che appare dai bilanci, che pure sono ampiamente manipolati e pieni di numeri non verificabili nemmeno dai revisori dei bilanci, e’ che la societa’ UKT sh.a. per molti anni e’ stata gestita da persone incompetenti e disoneste che hanno nascosto le loro responsabilita’ creando debiti non pagabili e crediti non incassabili, gonfiando i bilanci e falsificando le singole voci di bilancio in modo che nessuno possa capire la realta’.

Questa gestione disgraziata, non solo non e’ stata interrotta da Veliaj, ma anzi negli ultimi due anni e’ peggiorata ancora di piu’.

UKT quando e’ arrivato Veliaj era gia’ da molti anni un’azienda fallita, oggi e’ molto peggio.

Lo dimostra l’aumento dei debiti della societa’ a 9,5 miliardi di lek (cioe’ debiti pari a tre anni di fatturato), l’aumento delle bollette non pagate da imprese, enti e semplici famiglie, l’aumento delle cause in tribunale (cioe’ delle richieste di danni fatte dai dipendenti licenziati per far posto agli amici di Veliaj), la irrisolvibile questione della contabilita’ di varie voci dell’attivo di bilancio e della classificazione dei crediti (per le quali gia’ due bilanci consecutivi non sono stati pienamente approvati dai revisori), per non parlare delle questioni tecniche come le perdite della rete, la riduzione del numero di nuovi contatori installati, l’enorme numero di utenti che non usufruisce dei servizi fognari e infine l’annosa questione della fornitura dell’acqua con le ore.

Forse si puo’ semplificare dicendo che la colpa e’ dei cittadini che non pagano la bolletta dell’acqua, ma la realta’ e i bilanci dicono che  UKT ha il grave problema di un management che non riesce a far funzionare l’azienda, e questo problema sembra accresciuto negli ultimi mesi, in cui si e’ preferito “investire” in pubblicita’ e marketing, tagliando i costi di manutenzione.

UKT vende ogni anno circa 3 miliardi di lek di acqua, ma almeno il 25% viene  fatturato al clienti ma non viene pagato, e questi soldi non incassati sono quelli che mancano alla fine dell’anno. Un management efficace si concentrerebbe su questo e sul montaggio dei contatori a quel 40% dei clienti famigliari che ancora ne e’ sprovvisto.

La mancanza dei contatori in gran parte degli allacciamenti impedisce di distinguere gli allacciamenti regolari da quelli clandestini e soprattutto impedisce di avere un rapporto chiaro tra acqua prodotta (e consegnata) e valore dei ricavi, cosi’ grandi quantita’ di acqua vengono pompate non si sa dove, con grandi costi e nessun ricavo.

Inoltre i contatori vengono pure venduti ai clienti e costituiscono un’altra voce di fatturato e di profitto, ma il fatturato della vendita e dell’installazione dei contatori sta calando, perche’ evidentemente il management non sta facendo lavorare l’azienda, forse anche a causa di qualche licenziamento di troppo tra i dipendenti tecnici assunti da tempo..

Quando UKT riuscira’ a incassare le fatture, allora il profitto di 5 milioni di euro all’anno dichiarato dai bilanci sara’ vero e spendibile, e con quei 5 milioni di euro, sommati ai finanziamenti del governo o dei donatori internazionali, si  potranno fare altri investimenti per migliorare la rete e la potabilizzazione dell’acqua.

Invece oggi i trasferimenti del governo al comune vengono spesi in concerti e il management di UKT pensa di aumentare il prezzo dell’acqua, con il probabile risultato di un ulteriore stimolo all’evasione, cioe’ un aumento delle fatture non pagate. E un maggiore onere per quei cittadini onesti che pagano regolarmente.

Per giustificare l’aumento, Veliaj ha detto che  servono subito e per i prossimi 5 anni 22,4 miliardi di lek (165 milioni di euro) di investimenti, comunque  troppi  per un’azienda  che  vende 25 milioni di euro all’anno e ne incassa meno di 20.

Ma la vera confusione e’ su cosa dovrebbe essere fatto con tutti questi soldi: dalle dichiarazioni di Veliaj sembra che UKT  voglia aumentare la capacita’ di produzione, fare una nuova condotta dalla diga di Bovilla ad un grande serbatoio a Yzberisht o altre opere minori, ma nessuna che giustifichi la somma di 165 milioni di euro di investimenti pubblici. E ancora meno nessuna che  giustifichi il non accesso ai fondi pubblici o a quelli internazionali.

Ma Veliaj vuole aumentare i prezzi del 40% per usare gli incassi cosi’ aumentati per giustificare nuovi debiti (molto piu’ onerosi) con le banche commerciali, perche’ in quel modo non deve sottostare a controlli sulle procedure del procurement, ma questa strategia non funzionera’, perche’ la realta’ e’ che UKT con le regole che la Banca d’Albania impone alle banche per le aziende private, non sarebbe finanziabile da nessuno all’infuori dello Stato, perche’ il livello dei suoi debiti e’ gia’ troppo alto, il suo management si dimostra incapace, e i suoi bilanci non sono considerati chiari dai revisori internazionali.

Se Veliaj volesse veramente far funzionare UKT, lasci perdere gli aumenti e si concentri su quel management che evidentemente e’ capace di proporre solo quello che Veliaj vuole sentire: prezzi piu’ alti, piu’ soldi in cassa, piu’ soldi da spendere, lasci perdere gli annunci di grandi fusioni con l’Acquedotto Pugliese, o quelli sulla vendita di UKT ai cinesi e si concentri sul montaggio dei contatori, lasci perdere la propaganda e si  concentri su quegli uffici amministrativi, finanziari e contabili dell’UKT che non sono stati capaci in due anni di riscrivere un bilancio che potesse essere firmato da un revisore dei bilanci.

Anzi, se Veliaj volesse veramente far funzionare UKT, lasci perdere soprattutto il suo metodo di lavoro, sempre preoccupato dell’apparenza e meno della sostanza, cambi tutto il fallimentare management di UKT e usi i soldi che spende in concerti in piazza per migliorare contatori e condutture dell’acquedotto, cosi’ scoprira’ che dei 100 milioni di metri cubi ogni anno che  adesso potabilizza e poi pompa nei tubi, gliene basteranno poco piu’ di 50 per rifornire bene la citta’, senza bisogno di inutili investimenti nelle catture, nei pozzi e nei potabilizzatori, e dimezzando pure i  costi di produzione.

Questo e’ infatti il paradosso di un’azienda condotta in modo cosi’ disastroso: il bisogno reale d’acqua di Tirana anche in futuro sara’ molto inferiore agli attuali 100 milioni di metri cubi che  oggi produciamo e poi buttiamo via, ma questo Veliaj lo sa benissimo, perche’ e’ scritto chiaramente nel piano strategico che lui non vuole farci vedere.