Niente turismo d’elite se la droga viaggia a vela

exit.al 25 Shtator 2017, 09:22

La Polizia di Valona ha sequestrato pochi giorni orsono sulla costa a nord di Valona una barca a vela italiana di nome "Nino Nini" il cui equipaggio, avendo visto arrivare la Polizia, stava gettando in mare 1,2 tonellate di cannabis.

La barca e la droga sono state sequestrate e le due  persone a bordo sono state arrestate; una di loro, presumibilmente lo skipper, era un italiano di nome Giovanni Palladino.

E’ la prima volta che la Polizia sequestra un mezzo lento come una barca a vela adibito al trasporto di cannabis, infatti sia per tradizione che per motivi di velocita’ i trafficanti hanno sempre utilizzato gommoni con motorizzazioni importanti per poter essere veloci ed eventualmente sfuggire alle vedette della Polizia  albanese o peggio a quelle della Guardia di Finanza. Alcune volte sono stati sequestrati scafi a motore tradizionali (cioe’ non gommoni), ma sempre attrezzati con motorizzazioni che li rendevano abbastanza veloci.

L’uso di una  barca a vela, anche se lenta, ha pero’ il vantaggio, in particolare durante la stagione estiva, di potersi avvicinare alla costa senza grandi rumori e soprattutto di non dare nell’occhio in particolare sulle coste italiane, inoltre garantisce una maggiore capacita’ di carico ed una maggiore economia nel trasporto, cosa che e’ diventata rilevante con il crollo dei prezzi causato dalla eccessiva produzione del raccolto 2016.

Il possibile utilizzo della nautica da diporto, ed in particolare della vela, sinonimo di sport e di pulizia, per svolgere attivita’ illegali ha molti precedenti, basti pensare alle Brigate Rosse che andarono fino in Libano con una barca a vela per procurarsi le armi da guerra e portarle in Italia senza problemi.

Questo fatto, se dovesse diventare una tendenza, potrebbe generare problemi allo sviluppo del turismo nautico e dello yachting, causando procedure piu’ restrittive e controlli asfissianti tali da scoraggiare i gia’ pochi temerari che si avventurano nelle acque albanesi.

Gia’ in un recente passato venne introdotta una moratoria che per parecchi anni impedi’ la navigazione di ogni natante con potenze installate superiori ai 25 cavalli, cosa che non impedi’ i traffici clandestini, ma risulto’ fatale per lo sviluppo di molti progetti  di porti turistici.

Ancora una volta, come recita un vecchio adagio dell’economia, la “moneta cattiva” scaccia la “moneta buona”.