Mi dispiace Hari Lena, Mi dispiace Edi Rama

exit.al 9 Tetor 2017, 20:03

Mi dispiace per lo stress che ho causato. Merito uno schiaffo in faccia, un grande schiaffo, uno di quelli che risuonano per sette generazioni. O meglio un po' di C4, che mi farà dimenticare la mia lingua madre, il ponte di Lekli, Dragot, il flusso inimitabile del Këlcyra e soprattutto del Vjosa, la magnifica Vjosa.

Poiché il Vjosa è più di un fiume, è più di una storia, è più di una regione ed è più di uno Stato. A chi non l'ha visto, non riesco a descriverlo. Quando mi sono avvicinato a questa valle, molti anni fa, ho mantenuto il mio ritmo, mi sentivo sola, perché così mi ha fatto sentire. Era un panorama multidimensionale, circondato da alte montagne distese accanto a me e sotto di me i piedi l’acqua verde, come solo nel Vjosa si può trovare. E per completare questo panorama, scorrevano piccoli corsi d'acqua che portavano l’acqua alla loro madre Vjosa.

In questa valle la tua visione è senza limiti, proprio come il respiro e l'anima. Ma questi sentimenti molto personali che ho vissuto ogni volta che la strada mi ha portato a Përmet sono stati ora trafitti con un coltello. Hari Lena ora ha trafitto il letto del fiume del Vjosa con colonne di calcestruzzo. E questo furto bestiale delle risorse naturali sta scorrendo beffardo nella sua impresa di imbottigliamento dell’acqua, violando questo patrimonio nazionale e questo maestoso panorama e infrangendo le leggi, poiché sta realizzando tutto questo senza alcun permesso.

Non solo, ma considerando che la questione ha attirato l'attenzione di molti attivisti, si è scoperto che Hari Lena già da tre anni non ha un permesso per la prima parte, una stazione di imbottigliamento a Trebeshina, dove vuole dirigere le sue condotte. Le sue richieste di permesso, effettuate il 12 dicembre 2015 e il 25 gennaio 2016, sono state entrambe respinte dallo Stato albanese, mentre nel 2017 non hanno ancora effettuato nessuna richiesta. In altre parole, proprio come la prima attività, anche la seconda si sta basando sulla violenza, sul furto e sul silenzio dello Stato albanese. E’ tutto completamente illegale, nonché un vero e proprio crimine contro le risorse nazionali.

Qualche giorno fa l’ispettorato sulle costruzioni e la Polizia albanese si sono approcciate a questo massacro, ma non hanno toccato nulla, anche se erano consapevoli del crimine ambientale che accadeva davanti ai loro occhi. I pesci di Vjosa sapevano che mostro era stato il lavoro di Hari Lena, invece le istituzioni statali no! Hari è al di sopra di tutto, e la sua costruzione senza alcun permesso è al di là di qualsiasi legge o regolamento.

Questo stato ha due standard, uno che coccola gli oligarchi e un altro che è criminale verso i cittadini.

Rama ha due standard, non solo nel caso delle gole di Këlcyra, ma anche nel caso di Elbasan, di Durazzo e di tutta l'Albania. C’è uno standard di permissività e silenzi davanti al crimine, e c’è uno standard penale contro gli albanesi comuni.

I centri delle città abbandonate possono essere restaurati e riempiti con il calcestruzzo, ci può essere il silenzio circa l'emigrazione biblica degli albanesi dal loro Paese, ma un oligarca illegale e abusivo non può mai annullare, deturpare, degradare ciò che per secoli è stato concesso all’Albania, il Vjosa. E come il Vjosa le tante altre bellezze.

Mi dispiace Hari Lena, mi dispiace Edi Rama, per questo rumore che ha disturbato il vostro riposo e per l’ordine dei nomi. Ma ho pensato solo a rispettare le attuali gerarchie.