La storia dei rapporti tra Saimir Tahiri e i fratelli Habilaj

exit.al 17 Tetor 2017, 11:26

Ieri la Guardia di Finanza di Catania ha arrestato 4 italiani e 3 albanesi, membri di un gruppo mafioso albanese-italiano e altri 4 sono ricercati. Il gruppo criminale è accusato di traffico di cannabis e di traffico di armi.

Tra le persone arrestate c’è Moisi Habilaj, uno dei tre fratelli Habilaj, noti al pubblico albanese a causa delle accuse di traffico di droga verso la Grecia e l'Italia.

Le prime accuse contro i fratelli Habilaj sono state fatte da Dritan Zagani, ex dipendente dei servizi antidroga della Polizia di Fier ed ex dipendente della Polizia di Frontiera a Valona. Zagani era stato informato circa le attività di traffico di droga dei fratelli Habilaj e aveva indagato su di loro. Durante questa indagine ha scambiato informazioni con gli ufficiali della missione della Guardia di Finanza in Albania e tutti i risultati sono stati trasmessi ai suoi superiori.

Inspiegabilmente, invece di proseguire nelle indagini, Zagani è stato accusato dalla polizia di fughe di notizie sulla sua indagine. Per questo motivo è stato arrestato dalla Procura e messo agli arresti domiciliari, fino a quando l'inchiesta non era stata completata. Zagani è fuggito dagli arresti domiciliari e ha richiesto asilo politico in Svizzera.

Dopo la sua fuga dall’Albania, Zagani ha dichiarato che l'accusa contro di lui e il suo arresto erano avvenuti per vendetta dell’ex Ministro degli Interni Saimir Tahiri, a causa delle sue indagini sui fratelli Habilaj. Secondo Zagani i fratelli Habilaj erano cugini di Tahiri e le loro attività di traffico di droga erano sotto la sua protezione. Zagani aveva accusato Tahiri di aver prestato la sua auto personale, un'Audi con targa AA003GB, per effettuare il traffico di droga verso la Grecia, in quanto la Polizia di Frontiera non ha il coraggio di indagare l'auto personale di un ministro.

Saimir Tahiri aveva risposto in pubblico che non aveva alcuna relazione con i fratelli Habilaj, e che aveva venduto la macchina dopo essere diventato ministro e non sapeva chi erano gli acquirenti della sua auto. Dopo questa dichiarazione i media hanno pubblicato un estratto dal Registro automobilistico che dimostra che l'Audi usata dai fratelli Habilaj era registrata sotto il nome di Tahiri.

Di fronte a questa prova Tahiri è stato costretto ad accettare il fatto che la vettura era ancora legalmente di sua proprietà. Ha spiegato questo fatto dicendo che non aveva legalmente dichiarato la vendita della vettura, e questo era il motivo per cui l'auto non era stata registrata a nome di Habilaj, perché non voleva che il profitto dalla vendita venisse confiscato dal Tribunale; a seguito di un’altra sentenza Tahiri ha dovuto pagare un risarcimento ai figli dell’ex Primo Ministro Sali Berisha per calunnia, che non ha pagato sostenendo di non avere i soldi.

Questa dichiarazione era fondamentalmente un'ammissione di evasione fiscale, ma Tahiri non è stato né indagato, né processato.

Dopo pochi giorni è venuta fuori un’altra verità: Tahiri, dopo la data in cui ha affermato di aver venduto l’auto ai fratelli Habilaj, era andato in Grecia con la sua Audi AA003GB per almeno due volte. Tahiri ha giustificato questo fatto sostenendo che non voleva usare la sua auto di servizio per viaggi personali e aveva chiesto ai fratelli Habilaj di prendere in prestito di nuovo la sua macchina in quelle occasioni. Questa dichiarazione ha contraddetto la sua precedente affermazione in cui ha dichiarato di non sapere chi erano i nuovi acquirenti della sua auto.

Sotto la pressione di queste rivelazioni pubbliche e sotto la pressione delle continue accuse dell'opposizione, la Procura di Fier ha iniziato un'indagine sui fratelli Habilaj e sull’uso della propria auto per traffico di droga. L'indagine è stata interrotta dopo pochi mesi perché non era stata trovata nessuna prova contro di loro.

Tahiri ha dichiarato pubblicamente che le indagini contro i suoi cugini erano finite senza risultati:

“Ora che l'accusa ha verificato le bugie del poliziotto fuggito, il PD ha perso il suo flusso di bugie. Questo è uno di quei casi in cui la menzogna ritorna in faccia e i membri del PD ora hanno un occhio nero”.

L'arresto di uno dei fratelli Habilaj, come parte di un gruppo criminale coinvolto nel traffico di droga, getta nuova luce sulle vecchie accuse circa la possibile attività criminale dei fratelli Habilaj e i legami tra le loro attività e l'ex Ministro e attuale deputato del PS Saimir Tahiri.

La Polizia italiana ha confermato che la banda criminale, nella quale è coinvolto anche Moisi Habilaj, ha trasportato, nel mese di maggio 2015, 800 kg di marijuana dall'Albania, che fu poi sequestrata dalla Polizia italiana.

Nello stesso periodo, nel maggio del 2015, il deputato del PD Enkelejd Alibeaj ha accusato i fratelli Habilaj di aver rubato dal Commissariato di Polizia di Valona un camion sequestrato contenente 800 kg di cannabis, e che Tahiri aveva facilitato il furto. Tahiri ha negato l’accusa, mentre la Polizia non ha preso alcuna misura contro le azioni dei fratelli Habilaj.

L'arresto in Italia di Moisi Habilaj sarà forse l'inizio del chiarimento delle attività criminali dei fratelli Habilaj, così come i collegamenti con l’ex Ministro Saimir Tahiri.