La rivalutazione degli immobili crea lo spazio per un miliardo di euro di riciclaggio

exit.al 22 Gusht 2017, 18:28

Da fonti governative si viene a sapere che il processo di rivalutazione fiscale degli immobili ha  fruttato  alle casse dello stato circa 3,6 miliardi di lek, vale a dire circa 26 milioni di euro.

Il provvedimento fiscale introdotto a fine 2015, la cui scadenza e’ stata rinviata tre volte, ha consentito ai soggetti fiscali albanesi di alzare il valore fiscale dei beni immobili di loro proprieta’ pagando il 2% (o il 3% per le persone giuridiche) dell’incremento di valore. L’effetto di tale rivalutazione e’ quello di ridurre l’onere fiscale al momento della vendita dell’immobile, visto che la tassa da pagare (del 15%) viene calcolata sulla differenza tra il prezzo di vendita e quello di “carico fiscale”, cioe’ quello di acquisto storico, eventualmente aggiornato appunto dalla rivalutazione fiscale.

Il gettito fiscale di 3,6 miliardi di lek corrisponde ad un valore complessivo di rivalutazione di circa 1 miliardo di euro, cioe’ il valore totale degli immobili registrati al fisco albanese e’ cresciuto di circa un miliardo di euro.

Questo significa anche che la base fiscale tassabile, quando verra’ introdotta una tassazione sul valore catastale (cosa piu’ volte sollecitata dal Fondo Monetario), e’ cresciuta di un miliardo di euro, il che consentira’ allo stato di raccogliere una maggiore somma.

Questo sarebbe un effetto positivo, ma ahime’ non e’ l’unico effetto.

Infatti questo significa anche che nel gioco del mercato immobiliare si e’ creato uno spazio per “scrivere” , senza pagare ulteriori tasse, un miliardo di arricchimento avvenuto con metodi non dichiarabili o non dichiarati, ad esempio vendendo ad una “testa di turco” (ad esempio un vecchietto di un villaggio delle montagne) un immobile appena rivalutato ad un valore molto superiore a quello precedente, registrando cosi’ ufficialmente l’incasso di una cifra  esente da altra tassazione e riportando nel circuito ufficiale somme all’origine prive di giusitificazione economica, come i proventi delle vendite in nero (semplice evasione  fiscale, ma pur sempre un reato) o i proventi di attivita’ del tutto illegali (come la coltivazione della droga).

Il vecchietto montanaro dichiarera’ alla banca o al notaio (e all’eventuale indagine) che i soldi li teneva sotto il materasso da anni e tutti faranno finta di credergli, l’impresa venditrice dell’immobile avra’ le carte in regola,  e la giostra continuera’ ancora, magari rivendendo lo stesso immobile al reale beneficiario finale ad un prezzo molto piu’ basso.

Anche per questo fioriscono nuove iniziative immobiliari nelle migliori posizioni di Tirana, che giustificano alti prezzi delle transazioni, e che evidentemente sono finanziate di fatto dai capitali illegali.