Da chi deve difendere le imprese, la Ministra Qato?

exit.al 22 Shtator 2017, 19:09

La Ministra di Stato per la Difesa delle Imprese, Sonila Qato, ha esordito davanti al suo pubblico in una colazione di lavoro in un lussuoso hotel della capitale, ospite di Unioncamere Albania e di Biznes Albania, rappresentati rispettivamente da  Ines Mucostepa  e da Luan Bregasi, davanti ad una scelta platea  di rappresentanti del mondo imprenditoriale albanese.

La nuova ministra ha  garantito ai suoi ascoltatori il massimo sostegno e il massimo supporto da parte del governo, che considera le imprese come la priorita’ del paese, ed ha detto che lo scopo del governo e’ di rendere il paese piu’ attrattivo per gli investitori strategici, siano essi stranieri o locali.

La Ministra ha inneggiato chiaramente ad una “Lotta senza compromessi ad ogni pubblico ufficiale che agisce con voi burocraticamente.”, lotta che a quanto sembra  dovrebbe vedere in prima  linea il governo, anche se non si capisce ancora da quale parte.

Infatti non e’ chiaro che cosa intenda lei, e con lei tutto il governo, con il concetto di “burocrazia”, e chissa come intende conciliare questa “lotta” con quell’altra, appena riproclamata, contro l’informalita’.

[caption id="attachment_26877" align="alignnone" width="1024"] Foto di Giuseppe Mancino - www.giuseppemancinofoto.it[/caption]

Nel suo discorso davanti alla Ministra, il Presidente di Biznes Albania ha sottolineato la necessita’ di riformare il sistema di consultazioni pubbliche con gli imprenditori, oggi diviso in almeno tre organismi, suggerendo un modello organizzativo su un esempio croato. La proposta, fatta in un evento organizzato in concorso con il sistema delle Camere di Commercio, a cui Rama vorrebbe l’iscrizione obbligatoria di tutte le imprese, racconta la volonta’ di costruire un altro sistema di rappresentanza bloccato.

La nomina di un Ministro per la Difesa delle Imprese non ha precedenti in Albania e nemmeno in altri paesi d’Europa, ed e’ molto difficile comprendere quali dovrebbero essere esattamente i suoi compiti, oltre a quello evidente di sottolineare politicamente una specifica attenzione del governo verso quel tema.

Se esiste un ministro che deve difendere le aziende, significa che queste sono minacciate da qualcuno o da qualcosa, quindi sarebbe interessante sapere dal Primo Ministro, che  questa nomina si e’ inventato, quali siano secondo lui i pericoli per cui le imprese in Albania debbano essere difese addirittura da un Ministro di Stato.

Secondo i testi scolastici, e secondo i commenti  di numerosi imprenditori, le piccole e medie imprese albanesi che operano in un libero mercato (e che sono una minoranza) temono particolarmente tre cose: la mancanza di mercato e di potere d’acquisto, la concorrenza (in particolare quella “unfair”) e la fiscalita’ della pubblica amministrazione.

In un modo o nell’altro questi tre pericoli dipendono in gran misura dall’azione del governo, ed il primo governo Rama negli ultimi quattro anni si e’ distinto esattamente per le sue politiche scellerate in questo senso: scarsita’ di liquidita’ e di consumi, concentrazione e chiusura di specifici mercati, aumento esponenziale delle estorsioni da parte della pubblica amministrazione, fiscale e non.

Le “grandi” imprese albanesi quasi monopoliste, invece, che operano in mercati regolamentati o pubblici (che sono la maggioranza di quelle piu’ grandi e ovviamente quelle gia’  piu’ vicine al governo) hanno invece altre paure: la prima e’ la perdita del rapporto privilegiato con il potere politico, la  seconda  e’ la rottura dell’oligopolio nell’accesso ai (sempre pochi) fondi (o permessi) pubblici, la terza e’ l’applicazione inflessibile della legge e dei contratti da parte dei loro controllori fiscali, doganali, ambientali, ecc.

[caption id="attachment_26879" align="alignnone" width="1024"]Foto di Giuseppe Mancino - www.giuseppemancinofoto.it Foto di Giuseppe Mancino - www.giuseppemancinofoto.it[/caption]

Sono due mondi completamente diversi, inconciliabili e contrastanti, ai primi serve un aumento del potere d’acquisto popolare e uno sviluppo diffuso dell’economia del paese, ai secondi serve una forte spesa pubblica e una conseguente politica fiscale “ad alto prelievo”, o almeno una aperto saccheggio in PPP delle risorse pubbliche. I primi soffrono le estorsioni della burocrazia, i secondi usano e sfruttano la burocrazia per costruire i loro vantaggi competitivi illegali. I primi producono ricchezza e lavoro, i secondi bruciano una gran parte della ricchezza pubblica che si accaparrano mediante finte procedure concorsuali d’appalto.

Purtroppo i primi protestano solo quando vengono toccati direttamente, mentre i secondi non protestano mai, perche’ il “leader supremo” non ama sentire lamenti o rimproveri, casomai suggeriscono e offrono . . . idee per accrescere il loro business  con altre risorse o licenze pubbliche.

E forse proprio per questo si e’ inventato un improbabile Ministero, per stare ad ascoltare i secondi dopo averli scelti e nominati come rappresentanti dei primi.