Shqiptarja.com ci informa che a Tirana ci sono quasi 500 ragazze catalogate per prostituirsi on line, che su un sito presumibilmente inglese si offrono per videoconferenze sessuali live, cioe’ in cambio di denaro si fanno vedere dal cliente via internet mentre praticano autoerotismo o altre ginnastiche particolarmente eccitanti per il cliente stesso.
E pare che le tariffe siano molto interessanti per chi gestisce questa attivita’: dai 200 ai 400 pound, cioe’ dai 250 ai 500 euro per un ora di "spettacolo a comando".
Certo non e’ tutto reddito delle ragazze, sicuramente chi organizza il sito, cioe’ fornisce i clienti residenti world-wide e soprattutto garantisce il sistema di pagamento, vorra’ la sua cospicua parte.
Sembrava un buon affare, ma la integerrima e moralissima Polizia albanese nei giorni scorsi ha interrotto questa pratica, arrestando per prostituzione (e rispettivamente per favoreggiamento della prostituzione) sia le ragazze esibizioniste che la “tenutaria” del bordello elettronico, la quale avrebbe sconsolatamente commentato di non aver saputo che questa attivita’ fosse in violazione della legge.
E forse la “maitresse on line” tutti i torti non li ha, siamo sicuri che una simile attivita’ sia configurabile come prostituzione? Che differenza ci sarebbe tra un editore di un giornale pornografico e la nostra “maitresse”?
Mostrarsi nudi e dimenarsi con riferimenti espliciti all’atto sessuale non sembra essere molto diverso da quello che avviene in un locale di lap dance, dove le “artiste” si dimenano attorno ad un palo che rappresenta il simbolo della potenza sessuale maschile, e il fatto che uno paghi per l’ingresso o per la bevanda non sembra essere risolutivo rispetto al cliente online che paga per il tempo in cui “l’artista” e’ a disposizione, sempre on line cioe’ senza contatto fisico, dei suoi desideri e dei suoi capricci.
Purtroppo la profonda ipocrisia della legislazione albanese proibisce e sanziona penalmente il concedere i propri favori sessuali per denaro, cosa questa che in moltissimi paesi e’ una libera possibilita’ dei cittadini e delle cittadine.
Nella storia dell’umanita’ moltissime sono le storie di carriere, di arricchimenti, di posizioni di potere, costruite grazie all’accondiscendenza sessuale, e anche nella storia albanese passata e pure contemporanea, molte sono le donne in carriera che hanno raggiunto le posizioni di successo tramite un uso avveduto delle loro grazie o la concessione mirata delle loro prestazioni sessuali, e se la societa’ albanese non fosse cosi’ maschilista, l’elenco si allargherebbe anche a tanti uomini.
Curiosamente una legge voluta a suo tempo da Berisha, che intendeva allontanare dall’Albania l’immagine negativa generata da migliaia di prostitute albanesi sulle strade d’Europa, ha sancito che in Albania il sesso si puo’ fare solo per amore e comunque solo gratuitamente, con buona pace delle migliaia di ambigui motel che inutilmente si affacciano sulle strade albanesi, e delle pretese turistiche del paese.
Ma la domanda della “maitresse elettronica” rimane comunque interessante, se accoppiarsi a pagamento e’ reato, siamo proprio sicuri che prendere soldi senza accoppiarsi, ma solo facendosi guardare, lo sia altrettanto?
Se cosi’ fosse, una semplice passeggiata di un magistrato nel Blok potrebbe scatenare retate capaci di riempire gli stadi.
