La foto e' presa dal profilo Facebook di Avni Delvina
Il rapporto dell’UNODC, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della lotta contro la droga, sul consumo di droga nei vari paesi del mondo ha scoperchiato un segreto albanese che tutti potevano vedere, ma che pone una serie di domande inquietanti a tutti i cittadini di questo paese.
Se il 2,5% degli albanesi fa uso di cocaina, come sostiene il rapporto dell’UNODC, vuol dire che almeno 70.000 albanesi si drogano.
La cocacina e’ una droga per ricchi, e ai consumatori abituali servono molti soldi ogni mese per soddisfare i loro bisogni. Dai 500 euro al mese per chi la usa saltuariamente in qualche serata piu’ sfrenata, ai 3.000 e piu’ euro al mese per chi la usa quotidianamente.
Quindi i 70.000 albanesi consumatori abituali di cocaina appartengono alla fascia alta o altissima, economicamente parlando, della popolazione, cioe’ hanno a disposizione dai 6.000 ai 36.000 euro all’anno solo per il loro vizio, per la loro dipendenza.
Mentre all’interno delle percentuali di consumatori abituali di cocaina dei principali paesi europei, grazie ad una maggiore disponibilita’ di denaro, ci sono anche tanti consumatori appartenenti a fasce medie e basse della popolazione, in paesi come l’Albania questo non avviene, non puo’ proprio avvenire. Nel conto dei consumatori di cocaina in Albania non c’e’ posto per i poveri, i maestri, i professori, gli operai, perche’ quelli in Albania la cocaina proprio non se la possono permettere, per quelli, se droga deve essere, c’e’ solo qualche fiala di morfina contrabbandata dagli ospedali.
Ma quanti sono i ricchi in Albania? In Albania, secondo i dati forniti dall’Associazione delle Banche, circolano poco meno di 90.000 carte di credito (ma ovviamente molti ne usano piu’ di una) e, vista la passione degli albanesi per i viaggi all’estero, a parte qualche anziano, non ci sono ricchi in Albania senza almeno una carta di credito.
Questo vuole dire che praticamente quasi tutti quelli che hanno una carta di credito tirano di coca, o meglio, che quasi tutti i ricchi albanesi tirano di coca.
Purtroppo in quei 70.000 ci sono per forza anche molti dirigenti dello stato, molti politici e probabilmente anche ufficiali di polizia e giudici, e magari molti di questi si corrompono anche per permettersi la cocaina. E tutti quei 70.000 guidano la macchina, o l’uffico, o l’azienda, e prendono decisioni importanti, prima e dopo l’uso, per loro stessi, per le loro famiglie, ma anche spesso per tutta la nazione.
Probabilmente sono quasi tutti a Tirana, perche a Puka ed a Erseka gli stili di vita sembrerebbero meno adatti.
Ma in una citta’ di 700.000 abitanti, di cui la stragrande maggioranza al massimo si puo’ permettere qualche bicchiere di raki, sono molti, moltissimi, troppi. Poi bisognerebbe aggiungere quel 5,6% che usa cannabis, e sono altre (ma forse non sempre) 150.000 persone.
Una intera classe dirigente drogata, e questo purtroppo spiega molte cose.
Se il consumo procapite di cocaina in Italia e’ stimato in 0,3 grammi ogni 1.000 abitanti al giorno, ma solo il 1,8% degli italiani fa uso di cocaina, allora, a parita’ di dosi, in Albania il consumo procapite diventa circa 0,42 grammi al giorno ogni 1.000 abitanti, che diventano 440 kg di cocaina all’anno consumata in Albania. Piu’ di un chilo e duecento al giorno. E non c’e’ solo la cocaina.
E se un grammo di cocaina costa 100 euro, diventano 44 milioni di euro all’anno spesi per acquistare cocaina, una cifra vicinissima ai 6 miliardi di lek. Cioe’ il triplo del budget del Ministero della Cultura o del Ministero dell’Economia, oppure un terzo del budget del Ministero degli Interni, oppure il budget del Ministero dell’Agricoltura senza gli aiuti internazionali, oppure infine l’intero gettito delle tasse doganali.
Oppure, se proprio volete, alcune famiglie albanesi in media spendono per acquistare cocaina piu’ della meta’ di quanto spendano tutte le famiglie albanesi per l’Istruzione dei loro figli.
La droga in Albania e’ sempre stata considerata solo come un’opportunita’ di arricchimento veloce, che in fondo era una cosa che, al massimo, faceva danni a qualcun altro. Quindi “si poteva fare”.
Ora pero’ bisogna cominciare a rendersi conto che in realta’ il danno e’ stato gravissimo, e profondo, per tutta la societa’ albanese, che adesso si ritrova con una classe dirigente che spesso prende decisioni “nell’interesse pubblico” quando e’ drogata, una “elite” imprenditoriale e professionale altrettanto drogata, un sistema di valori sociali totalmente distrutto, e un contesto totalmente abbrutito in cui far crescere le nuove generazioni.
Ma la cocaina, si sa, anestetizza il loro dolore.
